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Rugby World Cup JAPAN 2019 – Chiusa la fase a gironi, storica qualificazione del Giappone

In concomitanza con il tifone Hagibis definiti i quarti di finale del 19 e 20 Ottobre.

 

Rugby World Cup JAPAN 2019 (foto di Francesca Ambrosetti)

Roma, domenica 13 Ottobre 2019 – Il passaggio del tifone Hagibis, a cui come riportano le cronache si è sommato anche un sisma di magnitudo 5.7, ha sconvolto il Giappone orientale e centrale questo fine settimana. Per la Coppa del Mondo di Rugby, erano in programma le ultime partite della fase a gironi: dopo il preannunciato annullamento, deciso da World Rugby e Comitato organizzatore, di Inghilterra-Francia e Italia- Nuova Zelanda previste sabato (leggi l’articolo di Marco Cordelli), oggi analogo provvedimento cautelativo è stato decretato per Namibia- Canada. Le regole del torneo prevedono per tali evenienze il risultato di zero a zero d’ufficio, con due punti ciascuno ai mancati duellanti, senza possibilità di posticipo o anticipo degli incontri.
Le tragiche conseguenze dell’evento meteorologico eccezionale hanno confermato la priorità della sicurezza e delle misure di cautela. La cultura nipponica è improntata da secoli all’estrema e quasi maniacale preparazione in tutti i campi dell’agire umano, non ultimo quello della previsione, prevenzione e gestione delle emergenze. Valga l’esempio dello stadio di Yokohama, situato in un’area rimodellata in passato da importanti opere di ingegneria idraulica per la mitigazione del rischio di esondazione, eliminando a priori ogni possibile inconveniente per il regolare svolgimento del decisivo incontro tra Giappone e Scozia. Molti insegnamenti si possono trarre dal mondiale asiatico.
Fatta questa dovuta premessa, che mette in ordine le priorità e ci ricorda che il rugby – per quanto battagliero sia- resta sempre un gioco, ecco alcune semplici considerazioni.
Agli azzurri resta una sensazione di incompiutezza per la mancata occasione di chiudere il mondiale, dopo l’inizio brillante e la sconfitta amara con il Sudafrica, con una buona prestazione contro la Nuova Zelanda; ai nostri volenterosi giocatori è sfuggito un evento eccezionale, che sarebbe potuto comunque diventare aneddoto principe dei futuri racconti dell’età matura. Lo meritavano i giocatori, in primis Parisse, Zanni e Ghiraldini, per i quali si avvicina la fine delle rispettive carriere internazionali. L’ultimo dei tre non ha potuto giocare nemmeno un minuto, dopo mesi di grande sacrificio e impegno per recuperare dall’infortunio,e sono perciò legittime le sue lacrime di sconforto.
A parziale consolazione per l’Italia il primato tra gli esclusi, ossia quello di miglior terza classificata dei quattro gironi, con dodici punti (due vittorie con bonus, un pareggio a tavolino e una sconfitta); non sfugge però a nessuno che i due punti “virtuali” con gli All Blacks siano stati decisi dall’imprevedibilità non dei rimbalzi ovali, ma dei flussi d’aria nella troposfera.
Lunedì il rientro in patria della comitiva azzurra. Si è chiusa con un giorno di anticipo anche la presenza italiana a Toyota del Museo del Rugby, con l’esposizione dei selezionati cimeli della collezione “Fango e sudore” di Artena. Corrado Mattoccia porterà indietro un bel po’ di atmosfera nipponica a contaminare positivamente le pendici dei Monti Lepini.
Gli imprevisti avranno certamente influenza sul decorso del torneo. Nuova Zelanda ed Inghilterra, già favorite dai pronostici, arriveranno ai prossimi rispettivi incontri avendo evitato entrambe un match impegnativo e i probabili infortuni che il rugby forsennato del XXI secolo non lesina mai. Ai francesi di Jacques Brunel, comunque già sicuri del secondo posto, la sorte ha invece negato l’opportunità di guadagnarsi la testa del girone ed un quarto di finale forse più abbordabile.
I restanti risultati sono stati decretati sul campo: Irlanda-Samoa 47-5 (giocata sabato), USA- Tonga 19-31, Galles-Uruguay 35-13, Giappone-Scozia 28-21. Avvincenti le ultime due sfide: il Galles,superando l’Uruguay mai domo, conquista il primato nel girone; lo stesso fa il Giappone, superandola Scozia con punto di bonus in uno scontro degno delle tradizioni guerriere delle due nazioni isolane. Storico passaggio del turno per i nipponici guidati dal CT Jamie Joseph, prima volta per una squadra asiatica; ai quarti toccherà loro il Sudafrica, come nella profetica fotografia che accompagna l’articolo, scattata a Tokyo due mesi fa. È lecito attendersi altre sorprese da questa RWC 2019…

Ecco le classifiche finali (in grassetto le qualificate ai quarti):
Girone A: Giappone 19, Irlanda 16, Scozia 11, Samoa 5, Russia 0
Girone B: Nuova Zelanda 16, Sudafrica 15, ITALIA 12,Namibia 2, Canada 2
Girone C: Inghilterra 17, Francia 15, Argentina 11, Tonga 6, USA 0
Girone D: Galles 19, Australia 16, Fiji 7, Georgia 5, Uruguay 4

Questo il quadro completo delle sfide secche del prossimo fine settimana (visione in diretta su RaiSport e sul sito ufficiale del torneo https://www.rugbyworldcup.com/) che decreteranno le quattro semifinaliste:
Sabato 19 Ottobre (Oita) INGHILTERRA- AUSTRALIA (9:15 ora italiana)
Sabato 19 Ottobre (Tokyo) NUOVA ZELANDA – IRLANDA (12:15 ora italiana)
Domenica 20 Ottobre (Oita) GALLES- FRANCIA (9:15 ora italiana)
Domenica 20 Ottobre (Tokyo) GIAPPONE- SUDAFRICA (12:15 ora italiana)

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