CalcioUncategorized

Roma Ko ma è colpa del bussiness non dell’arbitro Pairetto

Roma, 20 ottobre 2018 – Orfani di Totti (costava troppo e faceva ombra a Spalletti), Salah e Nainngolan, sacrificati al business della nuova proprietà USA calata in Italia per arraffare denaro, la Roma è ormai una entità senza capo ne coda, senza cuore e senza muscoli. Con un Dzeco che, privo degli assist dei sopraddetti, è un personaggio in cerca di autori, con un centrocampo che si appoggia a fantasmi agonistici quali Nzonzi e Pastore ed un Cristante non in grado di sopperire lucidamente alle carenze dei compagni di reparto.
Quanto a Di Francesco, comunque, lui è reo di aver supinamente accettato il mercato dei suoi datori di lavoro. Avrebbe dovuto prendere la porta ed andarsene piuttosto che mettere le pezze alla falle prodotte dei mercanti made in USA i quali, comunque, corrono il rischio di rimanere con il cerino in mano se non riusciranno a realizzare il progetto stadio che era il punto nodale dei loro investimenti calcistici romani.
Progetto che sembra farsi ogni giorno sempre più campato in aria. Di positivo, comunque, qualcosa lo Stadio Olimpico ha prodotto.
In primis la prova solida, di calcio moderno – “alla guardiola”, quello che l’Italia manciniana sta mettendo in atto – messa in scena dalla formazione emiliana allenata dal Carneade Semplici. Quindi la prestazione superba della scoperta del CT azzurro, il veneto Manuel Lazzari che Mancini ha fatto esordire conto il Portogallo il 10 settembre e che oggi da solo ha messo in crisi tutto il reparto sinistro della Roma costringendo Luca Pellegrini al fallo punito dall’arbitro al 36’ del primo tempo con il calcio di rigore tirato da Petagna per il vantaggio ferrarese.
Altro elemento da segnalare la prova arbitrale di Luca Pairetto “politicamente scorretto” quando ha assegnato il calcio di rigore contro la Roma. Un penalty che la quasi totalità dei suoi colleghi non avrebbe fischiato contro una “grande”, ma che c’era tutto anche se non era esageratamente vistoso. Non bastasse, il 34enne fischietto torinese, al quarto d’ora dalla fine, ha espulso per doppia ammonizione il portiere della Spal Milinkovic-Savic per perdita di tempo seguita da comportamento irridente.
È la prima volta che un arbitro italiano assume un atteggiamento categorico con chi perde tempo ed ha atteggiamenti irriguardosi e provocatori che minano la credibilità di quanto accade, indignando o provocando gli spettatori.
Comunque, neanche questa chance di giocare contro una squadra in 10 ha permesso alla Roma di diventare squadra.

Tags
Back to top button
Close