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L’ItalRugby pesca il jolly di sangue italico: Callum Braley

Roma, 13.02.2019 – Il C.T. della Nazionale Italiana di Rugby Conor O’ Shea ha accolto l’appello: “La Nazionale ha un problema: il Mediano di Mischia. Rimediamone uno valido e gli Azzurri usciranno dalla crisi (flop) che da 18 partite la affligge nel Torneo delle Sei Nazioni!.”.
Ieri il CT azzurro ha emanato le convocazione dei 33 giocatori che da domenica prossima saranno in raduno a Roma in vista del terzo impegno del Torneo contro l’Irlanda allo Stadio Olimpico di Roma domenica 24 febbraio.
Il tecnico irlandese ha tirato fuori dal cilindro un jolly. Lo ha pescato nelle acque di uno dei porti principali inglesi, Bristol, località dove è nato, Callum Braley attualmente mediano di mischia titolare del Gloucester. Uno dei XV più illustri della patria della palla ovale; squadra attualmente al quarto posto della Premiership britannica, ovvero il campionato più importante del mondo che raduna le stelle del firmamento sportivo rugbystico professionistico di tutto il mondo.
Quando O’Shea si è reso conto contro Scozia e Galles che – dato la qualità del materiale fatto in casa, nel ruolo cruciale e decisivo di numero 9 – l’Italrugby non sarebbe mai stato in grado di esprimere l’elevato potenziale ormai raggiunto, con duro lavoro, dalla Nazionale.
Bisognava ricorrere, perciò all’estero… Su qualche italiano, magari residente e giocante all’estero. Uno, per esempio, come il mai tanto rimpianto Diego Dominguez, per capirci e tanti altri che hanno indossato la maglia azzurra con grandi risultati.
Ultimo la terza linea Jake Polledri che ha esordito in azzurro proprio lo scorso anno, nell’ultima partita del Sei Nazioni, in Scozia. Match perso dall’Italia per soli 2 punti 27-29, con Polledri in grande evidenza.Per lui, poi altre tre maglie azzurre estive ed autunnali prima di un infortunio che lo tenuto lontano dalla Nazionale.
Ha 23 anni questo ragazzo figlio d’arte di un italiano che ha giocato in Inghilterra oltre 500 partite ai massimi livelli di club. La famiglia Polledri ama il mare ed è stanziata a Belfast. Jake, però è stato adocchiato dai talent scout ed attualmente sotto contratto, quale flanker N°8 titolare del Gloucester, compagno di squadra e di vita di Braley.
Strana vicenda quella di Gloucester. Nella rosa dei 47 giocatori che rappresentano la struttura del superclub inglese, ben tre hanno sangue italiano. Per di più sono tutti titolari, 3 su 15. Il terzo è Danny Cipriani, 32 anni, mediano di apertura. Già illustre titolare della maglia bianca della Nazionale della Rosa con 16 presenze . È noto anche per la sua movimentata relazione con la celebre modella Kelly Brooks, di otto anni piu anziana di lui. Cipriani avrebbe potuto essere italianizzato , ma al momento buono preferì andare a giocare professionista nella Rugby League a 13 australiana per un breve lasso di tempo.
In campo il trio opera nella parte cruciale della squadra indossando il Numero 10 Cipriani, il 9 Braley; l’8/7 Polledri.
Sono loro, italiani di sangue, il segreto del Gloucester.
Ed ora Braley sta per congiungersi con il coetaneo compaesano Polledri anche per quello che riguarda l’attività internazionale.
Polledri è emerso tardi, ad attività giovanile superata. Invece Braley è abituato a sentire God Save the Queen da 8 anni, cioè da quando è entrato nel giro delle nazionali giovanili.
È stato per ben due volte Campione del Mondo Under 20, superando perfino gli imbattibili All Blacks nel 2013 e nel 2014. In questa occasione con i gradi di capitano.

Callum Braley, nome e cognome che suonano decisamente poco italiani.
Le regole del rugby internazionale ammettono che un giocatore che non abbia indossato la maglia della nazionale assoluta, può giocare per un altro paese se ha almeno un quarto di sangue del paese. Il nonno del nuovo mediano azzurro è italiano.
Alla Fir si stanno mettendo a posto le cartuccelle e da domenica il ragazzo sarà al raduno. Ufficialmente per prendere confidenza con l’ambiente ed il gioco. In realtà l’ipotesi che la domenica successiva vada in campo contro la fortissima Irlanda all’Olimpico di Roma non è affatto peregrina. Al momento, infatti, è da registrare solo il suo entusiasmo espresso sul Canale Televisivo del club “Sono onorato di questa grande opportunità”.
Quanto al Gloucester, il club è apparso collaborativo. Anche per loro è un onore annoverare un altro giocatore internazionale. Solo il suo impegno azzurro dovrà tenere conto anche degli impegni con la squadra, dove comunque sono presenti nel suo ruolo altri due elementi di assoluto valore: Ben Vellacott e Willi Heinz.
L’unico problema al momento sembra consistere in Pumba un maialino di un anno e mezzo di cui Callum e la sua fresca sposina Abbie si prendono cura con una presenza assai affollata su Istagram – Pumba è capace di mangiarsi anche 50 mele senza battere ciglio!
Comunque, elemento migliore l’Italrugby non poteva trovare. Acclimato lui, per gli azzurri non ci saranno più scusanti per giustificare ulteriori flop. Assieme a Braley domenica rientrerà nel giro azzurro anche il frascatano Giulio Bisegni. Un elemento prezioso nella linea arretrata italiana, talvolta poco felice nei placcaggi.

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