Una gita a ...

Una gita a …. Genova con il Museo del Genoa

Genova la Superba, la sua squadra e un Museo imperdibile per gli amanti del calcio e non solo.

Roma, 26 maggio 2020 – Se i nostri comportamenti saranno corretti il 3 giugno potremo finalmente ricominciare a viaggiare tra una regione e l’altra e la prima meta che ci è venuta in mente di segnalarvi è Genova. Perché è il capoluogo della regione delle nostre vacanze giovanili e la città della squadra di calcio più antica d’Italia, il Genoa. Sì, proprio così come è scritto, Genoa, all’inglese. Perché a fondarla furono i sudditi di Sua Maestà il 7 settembre del 1893 e perché la sua denominazione ufficiale, Genoa Cricket and Football Club, è ancora oggi quella di allora. E se siete amanti del calcio di una volta e delle atmosfere dei carrugi e del porto antico, è proprio nella città del Vecchio Balordo (come i genoani chiamano la loro squadra) che dovete andare. Che è più bella di quella che pensate, è poco pubblicizzata (come è nel carattere dei liguri, mai troppo eccessivi nelle loro manifestazioni esteriori, ma veri dentro) ed estremamente suggestiva. Dal Porto Antico con la Lanterna e il celebre acquario (bello per grandi e piccoli) al Museo della storia del Genoa, nel quale si trovano pezzi unici come il pallone che usato nel primo campionato nazionale di calcio, ovviamente vinto dal Genoa, che vanta 9 scudetti. Il Museo, ospitato al primo e al secondo piano della Palazzina San Giobatta, ripercorre la storia del Genoa sin dalle origini e nel 2010 è stato riconosciuto come Museo di “rilevante interesse culturale” dal Ministero per i Beni Culturali anche perché nel percorso che si svolge al suo interno c’è tutto lo sport, la cultura e l’evoluzione storica e sociale di Genova da quel 7 settembre del 1893 ad oggi. Le maglie storiche del Genoa, rigorosamente a spicchi rossoblu o bianche con fascia rossoblu sul petto, si possono ammirare dal vero o sui giocatori delle tante squadre del Genoa in miniature riprodotte dal Subbuteo. E gli oltre 500 cimeli che sono qui esposti vi riporteranno nel calcio dei tempi passati, ormai epico e leggendario. In quel calcio in cui i genoani non dicevano “vado allo stadio” ma “vado al Campo”, in cui i numeri delle maglie erano rigorosamente dall’1 all’11 e nel quale i palloni erano di cuoio marrone e con i laccetti, che se li colpivi di testa in quel punto ti restava il segno sulla fronte. Dall’area del Porto Antico potrete poi salire in città passando dai celebri carrugi, con le loro tipiche osterie e arrivare alla Cattedrale di S.Lorenzo e a Piazza De’ Ferrari, centro di quel potere politico che, negli anni delle Repubbliche Marinare, aveva fatto di Genova una delle potenze più temute e rispettate del Mediterraneo. La città nella quale, nel 1847, è stato composto ed eseguito per la prima volta, il 10 dicembre 1847, l’Inno di Mameli. Il nostro Inno nazionale, che tanto abbiamo cantato nei tristi giorni della quarantena.

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