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Una gita a … Subiaco, momenti di storia e di spiritualità

Immersa nel verde della media e alta Valle dell’Aniene, Subiaco è una delle città più belle e ricche di storia del centro Italia.

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Roma, 2 gennaio – In questi giorni di festa, nei quali si ha un po’ più di tempo a disposizione, è bello andare a scoprire luoghi che accrescono con il loro fascino e la loro storia la nostra spiritualità. Uno di questi è Subiaco, le cui radici affondano in un passato che qui ha lasciato più tracce che altrove.

Il nome, Sublaqueum, gli deriva dai laghi sorti dopo che Nerone sbarrò il corso dell’Aniene alle pendici dei Monti Simbruini. Un’opera che faceva parte del grandioso progetto di costruzione della villa che l’imperatore volle sulle rive opposte dei laghi e dell’Aniene. L’edificio era monumentale, sorgeva su varie altezze e per innalzarlo ci fu bisogno di ricorrere a sostruzioni e ad una profonda sistemazione del terreno roccioso che richiesero il massiccio impiego di schiavi. E la leggenda narra che Sublaqueum fu fondata proprio da questi.

Oggi di quella villa maestosa restano pochi ruderi sulla strada che porta ai monasteri, ma già da questi possiamo capire quanto grande e splendida fosse stata la dimora imperiale. Vicino ad essa sorgevano due ponti, il Marmoreus e il Minimus, che svolgevano anche funzioni di diga. Nel 1305, però, il secondo crollò causando la sparizione di uno dei laghi di età imperiale.

Nel nostro discorso abbiamo accennato ai monasteri.

Proseguendo sulla strada che abbiamo percorso per arrivare ai ruderi della Villa di Nerone, infatti, incontriamo prima quello di Santa Scolastica, poi quello di San Benedetto. La loro origine è legata proprio alle vicende terrene di quest’ultimo che, alla fine del sec. V, si ritirò in eremitaggio in una grotta del vicino Monte Teleo. Il giovane Benedetto era nato a Norcia nel 480 e da tempo aveva abbracciato la fede. Scolastica era sua sorella gemella e fu proprio lei a persuaderlo a lasciare quel duro eremitaggio dopo tre anni.

Quando il Santo uscì dal romitorio dettò le regole fondamentali dell’ordine che oggi si ispira al suo nome e divise i giovani romani che si erano uniti a lui in 12 piccoli chiostri.

Oggi, nel luogo in cui c’è la grotta dove Benedetto restò in preghiera per tre anni, sorge il Monastero a lui intitolato. Un edificio splendido, arroccato sulla montagna come il nido di un’aquila e impreziosito di affreschi ed opere d’arte talmente suggestive da rendere difficile la loro descrizione in poche righe.

Credeteci, se non l’avete mai visitato fatelo e vi accorgerete di essere arrivati in un luogo in cui la pace e la tranquillità la fanno da padrone e dove il tempo sembra essersi fermato.

Poco più a valle, poi, c’è il monastero di Santa Scolastica, l’unico dei 12 fondati da S. Benedetto prima di lasciare Subiaco per recarsi a Cassino.

Gli altri 11, infatti, furono distrutti dai saraceni nel IX secolo. Nel corso degli anni successivi, quello che allora era definito il Castello di Subiaco, fu ceduto da Papa Leone VII al monastero di S. Scolastica e per difenderlo i monaci dovettero costruire la Rocca, che oggi spicca sulla città moderna.

Tra il sec. XI e il sec. XII l’Abbazia di Subiaco raggiunse il suo massimo splendore, tanto da divenire un feudo perennemente in lotta con i baroni possessori delle terre limitrofe. Poi il declino, dovuto a terremoti, disordini e alla terribile pestilenza del 1348.

Dalle vicende storiche che vi abbiamo raccontato dovreste aver capito che a Subiaco potreste vivere davvero una giornata particolare. Finita la visita ai monasteri, che di per sé occupa almeno l’intera mattinata, infatti, resta da vedere la cittadina, al cui ingresso, venendo da Roma, troverete subito il vecchio Ponte di S.Francesco sull’Aniene.

Eretto nel 1358 a schiena d’asino oggi serve solo per il traffico pedonale. Attraversatelo e dall’altra parte del fiume, al termine di una strada in salita, troverete la gotica chiesa e il relativo convento intitolati al Santo di Assisi.

Tornati sulla via principale e superato il neoclassico arco di Pio VI, dovrete raggiungere Piazza S.Andrea, dove sorge il Palazzo del Seminario e la chiesa omonima, attuale Cattedrale di Subiaco.

Dopo la visita d’obbligo, poi, prendete Via Garibaldi, seguitela anche quando diventa Viale della Repubblica e, superata una porta ad arco ogivale, vi ritroverete nel vecchio quartiere medioevale della città.

Suggestiva la piazzetta di Pietra Sprecata e la neoclassica Chiesa di S.Maria della Valle, da dove una rampa porta all’ingresso della Rocca Abbaziale, l’antico castello di cui vi abbiamo parlato nel nostro racconto storico, oggi trasformato in edificio residenziale. Essendo il punto più alto della cittadina, da qui si gode un panorama completo su di essa, sui monti che la circondano e sulla valle dell’Aniene.

 

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