Una gita a ...

Il Torggelen. Tra Masi e vino novello in Alto Adige

Alla riscoperta di un’antica usanza alto-atesina che affonda le sue radici nel 1700.

Bolzano, 28 ottobre – Prima dell’arrivo del lungo inverno e delle nevicate, l’Alto Adige si dedica alla raccolta delle sue uve, dalle quali si producono vini pregiati e famosi come, ad esempio, il Muller-Turgau o il Gewurtztraminer.

Proprio nel periodo della vendemmia, nel 1700, da queste parti nacque l’usanza del Torggelen, parola che sembra che derivi da “torquere”, ovvero “pigiare”.

Il Torggelen, infatti, non è altro che l’andare per masi per aiutare i contadini nella vendemmia, ovvero nella raccolta e nella pigiatura delle uve per poi, di conseguenza, assaggiare il vino novello e scegliere, quindi, dove andare a comprarlo per l’anno successivo.

In pratica, dunque, in quei tempi lontani iniziò un viaggio autunnale tra le alte terre di questa regione alla scoperta delle vigne migliori e del vino più buono. Le famiglie si radunavano nei villaggi di mattina, subito dopo la messa, e partivano per poi tornare a casa a sera fatta. Ovviamente i contadini che le ricevevano, in cambio del loro aiuto, gli offrivano i piatti più buoni della loro tradizione culinaria, dai canederli alla minestra d’orzo, dalle carni miste ai formaggi di malga. Tutto accompagnato dal vino prodotto dalle loro vigne.

Oggi, questa antica usanza che è stata ripresa grazie al lavoro dell’azienda turistica dell’Alto Adige, a quello dell’organizzazione di masi chiamata “Gallo Rosso” (www.gallo-rosso.it) e il moderno trekking legato al Torggelen, si svolge tra castagneti e boschi, vigneti e frutteti della Val d’Isarco, della Val d’Adige e dei dintorni di Bolzano.

Andare per masi non è solo un modo bellissimo di riscoprire il territorio e le usanze ad esso legate, ma anche quello per rivivere le atmosfere di quella civiltà contadina che la nostra società ha dimenticato troppo in fretta.

 

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