Una gita a ...

Il diavolo e l’acqua santa

Appunti di viaggio: Subiaco –  Il “diavolo” Nerone e il Santo Benedetto hanno contribuito in maniera determinante a scrivere la storia di Subiaco.

Due giorni a Subiaco potrebbero non bastare per visitare adeguatamente tutte le sue bellezze, a partire dai monasteri benedettini che hanno reso famosa la cittadina laziale. Meno noto, invece, è il suo legame con Nerone, l’imperatore romano celebre per l’incendio che durante il suo regno sconvolse la Capitale. Costui, infatti, a Subiaco si fece costruire una villa delle meraviglie nella quale c’erano addirittura dei laghi artificiali creati da un sistema di dighe sul fiume Aniene e passati alla storia grazie a Tacito, che li definì “Simbruina Stagna”, ovvero “i laghi dei Simbruini”, dal nome dei monti che circondano la cittadina.

Questa a quel tempo non si chiamava ancora Subiaco e sembra che tale denominazione gli derivò proprio da quel Sublaqueum con cui venne indicata dallo scrittore latino nei suoi testi.

Nel corso dei secoli le dighe crollarono, la villa andò in rovina e di essa oggi restano solo i ruderi, che si possono incontrare percorrendo la strada dei monasteri, la stessa che ci porta a conoscere l’altro personaggio illustre del posto: San Benedetto.

Arrivato nell’Alta Valle dell’Aniene alla fine del secolo V, l’adolescente Benedetto da Norcia scelse Subiaco per il suo ritiro spirituale. A tal fine si isolò in una grotta sulle pendici del Monte Taleo oggi chiamata“Sacro Speco” e inglobata nel meraviglioso monastero di San Benedetto, abbarbicato sulla viva roccia e meta continua di turisti e pellegrini. Nel suo insieme è uno dei luoghi di culto più belli ed affascinanti d’Italia, sia per lo spettacolare luogo in cui è costruito, sia per i meravigliosi affreschi che adornano le sue pareti.

Sul Monte Taleo, Benedetto trascorse molti anni in preghiera e fondò l’altro dei due monasteri tuttora esistenti, quello di Santa Scolastica, costruito precedentemente a quello del Sacro Speco proprio nei pressi di ciò che restava della villa di Nerone.

Istituito l’Ordine Benedettino, prima di trasferirsi a Montecassino, nella zona di Subiaco il Santo fondò altri dodici monasteri, dei quali oggi restano ben poche tracce.

La cittadina di Subiaco sorge su un colle circondato dai monti Simbruini, ottimo esempio di connubio tra la natura e la modernità. Con i percorsi attrezzati per il trekking, le passeggiate a cavallo e le attività da svolgere sulle acque dell’Aniene, la zona offre al visitatore una vasta possibilità di scelta su come passare il suo tempo libero.

Per salvaguardare lo splendido habitat naturale che circonda Subiaco, nel 1983 l’amministrazione statale ha creato il Parco Regionale dei Monti Simbruini, che oggi si estende per oltre 30.000 ettari tra il corso dell’Aniene e il confine regionale con l’Abruzzo. Qui vivono ancora specie in via di estinzione come il lupo appenninico e l’aquila reale. Uno dei suoi luoghi più incantevoli è senza dubbio Monte Livata, giustamente definito “la montagna della Capitale”, vista la sua vicinanza con Roma e la gran massa di persone che vi arriva sia d’estate che d’inverno, stagione nella quale diventa uno dei più importanti centri di sci appenninico. L’altopiano su cui si estende è di circa tremila ettari e dista 15 km da Subiaco.

Forte dello splendido passato storico, che l’ha impreziosita di monumenti, opere d’arte e tradizioni, Subiaco è sicuramente una delle mete più belle per un piacevole fine settimana. A chi arriva da Roma non può sfuggire lo stupendo ponte medioevale di San Francesco, costruito nel XIV secolo e tuttora ben saldo nella sua unica arcata, attraversata la quale, si arriva alla chiesa di San Francesco (1327), in cui si trovano opere di Antonazzo Romano, Pinturicchio, Sodoma, Sebastiano del Piombo e Giulio Romano. Nella cittadina vanno assolutamente visitati la Rocca Abbaziale posta sulla sommità del colle e l’intero dedalo di vie e viuzze che la circondano formando il caratteristico quartiere medioevale in cui si svolgeva la vita della Subiaco quattrocentesca, quella dei tempi in cui nella Rocca nacquero i celebri Lucrezia e Cesare Borgia.

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