Una gita a ...

Una gita a … Assisi

assisiNella città di San Francesco e della pace per i riti della Settimana Santa.

Roma, 23 marzo – Siamo nella Settimana Santa e un po’ in tutta Italia si svolgono processioni e riti che ricordano la Passione e Resurrezione di Gesù. In questo periodo di grandi turbolenze e pericoli, però, tra i tanti eventi ci è sembrato giusto citarne uno per tutti, quello di Assisi, che è la città di San Francesco, ma anche della pace. Della quale il mondo avrebbe tanto bisogno. Anche qui, come nel resto dell’Umbria, i tradizionali riti della Settimana Santa sono riconducibili al medioevo e ancora oggi sono un importante momento della cultura popolare italiana. Essi, come quelli di Assisi, ci ricordano da dove veniamo, quali sono le nostre radici, quella lingua latina e volgare nelle quali vennero recitate queste rappresentazioni prima che arrivasse l’italiano corrente. E poi ci permettono di ammirare i centri storici di borghi bellissimi, che per l’occasione si illuminano di fiaccole e torce, con uomini, donne e bambini in costume che cantano le antiche laudi e i penitenzieri che trasportano la croce. Nel centro storico di Assisi, la sera del venerdì santo, potrete ritrovare tutto questo, perché qui si svolge l’importante processione del Cristo Morto, nella quale le confraternite sfilano lungo un percorso di fiaccole e candele trasportando la statua della Madonna Addolorata dalla Cattedrale di San Rufino fino alla Basilica di San Francesco, dove la statua del Cristo Morto viene prelevata per essere trasportata al punto di partenza insieme a quella della Madonna. Un momento di vita intenso e toccante nel quale Assisi vi stupirà con la sua architettura medievale, le rovine romane e quellaRocca Maggiore che domina sulla città dall’alto di una collina. Poco più su l’Eremo delle Carceri, dove il poverello Francesco visse gran parte della sua esistenza terrena.  

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