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Reportage dall’Argentina – 4 – Ushuaia, la fine del mondo – GALLERIA FOTOGRAFICA

ushuaia5Siamo arrivati ad Ushuaia, la città più a sud del mondo. Da qui torneremo a Buenos Aires e poi in Italia portando con noi i ricordi dell’Argentina.
 
 
 
 
 
(foto di Silvia Agostini)
Roma, 22 marzo – Ushuaia, ci siamo. Con un volo avventuroso tra le Ande, nel quale ad un certo punto abbiamo visto i picchi delle montagne ad altezza dell’oblo del nostro aereo, ci siamo trasferiti da El Calafate alla cittadina che viene definita “la fine del mondo” per sottolineare il fatto che più a sud di lei non ne trovi altre. Tanto che quando sei da queste parti ti danno pure un attestato con tanto di nome, cognome e timbri per dimostrare che ci sei stato.
A vederla, la prima impressione che ti fa è quella di avere di fronte agli occhi una cittadina di frontiera, di quelle del Far West viste nei film americani, tanto per capirci, ma spostata in un ambiente totalmente diverso da quelli. Non caldo, desertico e assolato, ma freddo (d’inverno la temperatura è intorno ad 1°, d’estate si attesta sui 10°), pieno di montagne innevate che la circondano (i Monti Martial), ghiacciai e boschi.
 In mezzo ad uno di questi si inerpica la linea ferroviaria più meridionale del pianeta, il “Tren del Fin del Mundo”, che percorre uno dei sentieri utilizzati dai carcerati decine di anni fa per rifornirsi di legna attraversando i boschi centenari. Eh già, perché fino a qualche decennio orsono Ushuaia era anche una colonia penale, creata dal governo argentino per mandarvi i detenuti più pericolosi, rigorosamente vestiti con uniformi a righe orizzontali gialle e nere, come si evince oggi dai tanti manichini che ricostruiscono quella vita in città.
Qui consigliamo di visitare lo stesso carcere (che era uno dei più tristemente noti d’Argentina e che venne chiuso nel 1947) e il “Museo della Fine del Mondo”, costruito nel 1902. Al suo interno interessanti opere d’artigianato degli indiani Ona (o Selknam), che arrivarono nella Terra del Fuoco nell’8000 a.C. circa. Questi occuparono l’odierna Ushuaia, vivendo in continuo conflitto con gli abitanti settentrionali dell’isola. Nel Museo si possono ammirare i resti dei naufragi, i documenti e le foto riguardanti la storia della regione.
Ushuaia sorge sul canale di Beagle, così chiamato perché fu esplorato per la prima volta dal “Beagle” del capitano Robert FitzRoy il 29 gennaio 1833, durante il suo viaggio di esplorazione della Terra del Fuoco. Il nome Ushuaia appare per la prima volta nelle lettere e nei resoconti della South American Mission Society spediti in Inghilterra. La storia della colonia di Ushuaia è splendidamente raccontata nel libro “Ultimo confine del mondo” di Lucas Bridges.
E’ arrivato il momento di tornare in Italia.
Riprendiamo un aereo interno per Buenos Aires (che da qui dista 3.000 chilometri) e da lì un volo intercontinentale per Roma, dove abbiamo raccolto i nostri ricordi di un viaggio indimenticabile.
 
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 (foto di Silvia Agostini)
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