Una gita a ...

APPUNTI DI VIAGGIO: camminan camminando, di trincea in trincea

Trekking sui sentieri della Prima Guerra Mondiale alla scoperta delle trincee costruite sulle Alpi.

C’è il turismo da mare, tutto sole, bagni e abbronzatura e c’è il turismo alternativo, quello in montagna, dove si fanno mille cose e tante passeggiate.

Tra queste ultime le più affascinanti sono senza dubbio quelle tra le trincee italiane e austriache costruite sui due fronti durante la Prima Guerra Mondiale. Un percorso allo stesso tempo triste e suggestivo, nel quale si possono capire le ansie, i timori, i dolori e le tragedie dei soldati costretti ad affrontare quella prova dalla follia dei governi in lotta tra loro.

Tra sacrari, ruderi, casematte e trincee lunghe come serpentoni si scoprono le vicende storiche accadute su quei monti proprio cento anni fa, perché fare trekking in questo angolo d’Italia è come camminare all’interno di un vero e proprio museo all’aperto.

Grazie ai volontari dell’associazione “Un territorio due fronti”, in Trentino questo tipo di escursioni si possono compiere già da una quindicina d’anni e chi ne volesse sapere di più può consultare il sitowww.trentinograndeguerra.it oppure www.trentinorifugi.com, un sito specializzato nell’organizzazione di lunghe camminate sui sentieri della Grande Guerra tra gallerie e forti (ne sono stati recuperati 80).

I percorsi sono di tutti i tipi, da quelli di un’ora accessibili a tutti a quelli per escursionisti provetti, che possono durare anche cinque giorni. Quest’ultimo, molto impegnativo ma suggestivo come nessun altro, prevede l’attraversamento dell’Adamello con partenza e arrivo da Pinzolo.

Nel centenario dello scoppio della Grande Guerra, poi, in Trentino sono previste tutta una serie di iniziative e manifestazioni per ricordare questo evento così drammatico, ma importante, della storia recente dell’umanità.

Una strage alla fine inutile, come sono tutte le guerre, e da non dimenticare mai.

del direttore

Anche un modo per ricordare i veri eroi, quei ragazzi appena 16enni, i famosi “Ragazzi del ’99” (1899) che hanno combattuto e moltissimi hanno perso la vita, per la riunificazione di Trento e Trieste al territorio Italiano.  Contemporaneamente,  vanno ricordati anche coloro che hanno combattuto con altre divise e sotto altre bandiere, perchè i Caduti ed i combattenti vanno TUTTI rispettati e onorati, quale che sia stata la loro uniforme.

Oggi, purtroppo, ai nostri ragazzi, di ideali ne stiamo dando altri…

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