Estero

Parte dell’ultimo discorso di Barack Obama

Obama Onu 2016dalla nostra corrispondente da Los Angeles Stella S.

Los Angeles, 15 novembre 2016 – Questo è parte del discorso finale tenuto dall’ex Presidente  Barack Obama al  United Nations General Assembly, richiamando i leaders a lavorare uniti e criticare coloro che cercano un “semplice rifiuto alla globale integrazione”.

“ Io non credo sia possibile il progresso se il desiderio di mantenere la nostra identità  produca un impulso deumanizzante o dominante nei confronti di altri gruppi.  Se la nostra religione ci spinge a perseguitare  chi ha una fede diversa,  incarcerando o picchiando chi è gay,  se le nostre tradizioni impongono alle ragazze di  non poter studiare o se  diventiamo razzisti contro altre razze, lo spessore della civiltà diventa fragile. Il mondo è piccolo, siamo tutti insieme  in un solo pacco,  per essere capaci  di cambiare le tradizioni del passato o modo di pensare.  Dalla più profonda crisi del nostro tempo, noi abbiamo coordinato le nostre risposte evitando peggiori catastrofi  per far ritornare a crescere l’economia. Noi abbiamo eliminato terroristi per  proteggere la sicurezza, evitando il proliferare di regimi. Si è risolto con diplomazia il problema nucleare Iraniano. Abbiamo riaperto il dialogo con Cuba, aiutato la Colombia e l’America Latina ad un rapporto migliore, e democraticamente, abbiamo accolto in questa assemblea  il leader di Myanmar.  Abbiamo dato assistenza per aiutare le persone a potersi sfamare,  per aiutare i malati, si è aiutato comunità in Africa, promuovendo modelli di sviluppo piuttosto che creare dipendenza. Abbiamo creato istituzioni internazionali nel mondo bancario e nel Fondo Monetario più rappresentativi, mentre si è cercato di trovare soluzioni  per proteggere il pianeta dal cambiamento climatico.  Questo  è stato un importante lavoro. Contribuendo a una grande differenza nella vita delle persone. E non sarebbe potuto avvenire se non fossimo stati tutti uniti. E vediamo, nel risultato,  le stesse forze in questa globale integrazione che ci rende interdipendenti ed esposti  a profonde divergenze esistenti nella distribuzione del potere.

Noi vediamo questo nelle notizie di ogni giorno. Nel mondo, rifugiati attraversano i confini per scappare dai conflitti. Una distruzione finanziaria continua a crescere sopra i nostri lavoratori e sull’intera comunità. Attraverso il Middle East, basi di sicurezza e ordini di base sono stati violati. Vediamo molti  giornalisti di governi  imbavagliati, e poichè dissenzienti, vengono censurate le informazioni. I terroristi usano i social media networks per impossessarsi delle menti dei giovani, specialmente incattivendo la società, creando   rabbia contro innocenti  immigranti e mussulmani. Potenti  nazioni  concorrono alle limitazioni imposte loro con leggi internazionali.

Questo è il paradosso che definisce il mondo di oggi. A un quarto di secolo dalla fine della Guerra Fredda, il mondo è per misure prese meno violento e più prosperoso  che nel passato, eppure le nostre società vivono nell’incertezza,  difficoltà e in conflitto. Nonostante l’enorme progresso, le persone hanno perso fiducia nelle istituzioni, governare diventa più difficoltoso e le tensioni tra le nazioni  vengono velocemente in superficie. 

Io credo che sia il momento di fare una scelta. Noi possiamo scegliere di spingerci avanti con un modello migliore di cooperazione e integrazione. O possiamo ritirarci in un mondo  drasticamente diviso , e ovviamente in conflitto, per  le imposizioni delle nazioni,   gruppi, razze e religioni.

Io voglio suggerire oggi di andare avanti, e non tornare indietro. Io credo che questo non sia perfetto come lo sono i principi di mercati aperti e una direzione governata  di trasparenza, di democrazia e di diritti umani e leggi  internazionali che abbiamo dimenticato e rimangono le fondamenta per il progresso umano in questo secolo. Io apro questo discorso non basandomi su teorie o ideologie, ma su fatti e fatti che accadono spesso, noi li dimentichiamo immediatamente.

Quì è la situazione più importante: l’integrazione nell’economia globale ha permesso una vita migliore a bilioni di uomini, donne e bambini. Negli ultimi 25 anni, il numero di persone che  vive in estrema povertà è diminuito del 40%  e si è ridotto al 10%. Questo non è successo precedentemente. E non è un’astrazione. I bambini hanno da sfamarsi; le madri non muoiono di parto. E inoltre lo studio del codice genetico permette la cura di molte malattie che sono state le nostre piaghe per secoli. Internet può portare la conoscenza umana a giovani ragazze nei più remoti villaggi in un attimo. Sia nella medicina e nell’industria, nell’educazione e comunicazione, noi ci aspettiamo una trasformazione  per la vita umana che porterà un cambiamento nell’industria e nell’agricoltura. Come risultato, una persona nata oggi ha più possibilità d’essere sana, di vivere più a lungo e di avere aperte possibilità mai avute prima.

La mia stessa famiglia è cresciuta nel corpo e nel sangue, in tradizioni e culture e fedi  da differenti parti del mondo, come l’America che è stata costruita da immigranti provenienti da più parti del mondo. E nella mia vita, in questa nazione, come Presidente, ho imparato come la nostra identità sia definita mettendo qualcun altro sotto di noi, ma crescendo e aiutando qualcun altro a migliorare. Non bisogna mettersi in opposizione con gli altri, ma piuttosto credere nella libertà, uguaglianza, giustizia e correttezza.

Abbracciando questi principi come universali   non abbassa il mio amor proprio, in particolare il mio amore per l’America, sempre più forte. Il mio credere in questi ideali ovunque, non  diminuisce il mio impegno per aiutare quelli che la pensano come me, pregano come me o sono dedicati a questa bandiera. Ma la mia fede in questi principi mi da forza ed espande la mia immaginazione morale a riconoscere come posso servire i miei cittadini,  io posso guardare le mie figlie, con la sicurezza che le mie azioni sono giuste nei confronti di tutte le persone e dei bambini, e le vostre figlie e figli.

Questo è ciò in cui credo: tutti noi dobbiamo cooperare con Dio.  E con il nostro superiore, i nostri governanti, e questa e le Nazioni Unite devono riflettere questa verità irriducibile.

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