Tematiche etico-sociali

Presentato l’accordo tra il RIS dei Carabinieri e il Dipartimento Politiche Antidroga

Gen.B Enrico Cataldi ed il Dott. SerpelloniRoma – Presentato alla stampa la convenzione “RIS – NEWS”, che rafforza la collaborazione tra il D.P.A.  e i Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dell’Arma dei Carabinieri.

All’interno della Caserma dei Carabinieri  “Salvo d’Acquisto” a  Tor di Quinto, dove ha sede anche il R.I.S. (Reparto Investigazioni Scientifiche), il Generale Enrico Cataldi ed il Prof. Giovanni Serpelloni,  Capo del DPA (Dipartimento Politiche Antidroga) , è stato presentato alla stampa la convenzione “RIS – NEWS”, che rafforza la collaborazione tra il D.P.A.  e i Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri per una più incisiva lotta alla diffusione delle nuove droghe.Si tratta di un accordo in virtù del quale i RIS entreranno a pieno titolo a far parte dei centri collaborativi del Sistema di Allerta Precoce del DPA (National Early Warning System). Il Gen.B. Enrico Cataldi, Comandante dei RIS ed il Capo del DPA, professor Giovanni Serpelloni, hanno illustrato il contributo che i militari dell’Arma daranno al complesso lavoro, realizzato del Sistema di Allerta Precoce, di monitoraggio del mercato e di individuazione delle nuove sostanze stupefacenti. Ciò comporterà l’aggiornamento continuo di 100 militari specializzati che frequenteranno corsi tenuti da Ufficiali comandanti  delle Sezioni di Chimica dell’Arma e da esperti nazionali ed internazionali  dei Centri Collaborativi del Dipartimento Politiche Antidroga. Nel corso dell’incontro, gli oratori hanno comunicato che “Sono almeno 150 le nuove droghe sintetiche entrate sul mercato italiano: vendute su internet per lo più come prodotti legali a base di erbe, “espongono quotidianamente i consumatori, consapevoli o no, a gravissimi rischi per la salute”. “Non si può parlare di un consumo di massa, ma i casi di intossicazione già accertata sono già più di 40”. “Sorprende che l’età media di chi è costretto al ricovero sia di 34 anni pensavamo fosse un fenomeno circoscritto ai più giovani, che hanno più confidenza con la rete, e invece si tratta di ‘amatori’ che preferiscono droghe di un certo tipo o che addirittura cercano il nome chimico preciso della sostanza”. “le nuove droghe sintetiche ( “smart drug”, o “droghe furbe”) sono circa 600, commercializzate sia on line sia nei cosiddetti “smart shop”: il problema è che,“fino a quando non sono tabellate e riconosciute come illegali, non possono essere sequestrate”. Il grosso della produzione è localizzato in Cina, presso i cui laboratori di ricerca si riforniscono i Paesi del Nord e dell’Est europeo che poi provvedono al confezionamento, magari come profumatori, deodoranti da ambiente, sali da bagno o erbe da cucina. “Chi compra on line – ha detto Serpelloni – riceverà a casa un pacco rigorosamente anonimo e con esso, a volte, delle proposte di entrare nella linea dei venditori secondo forme di vero e proprio ‘franchising’”. “Quello delle ‘nuove droghe’ è un business impressionante – infine, il generale Enrico Cataldi  ha precisato – visto che da ogni chilo di cannabinoidi di sintesi, pagato tra i 1.000 e i 1.500 euro, si ricavano circa 10mila bustine: vendute ciascuna a 30-40 euro, assicurano un incasso finale di 300mila-400mila euro”. La nuova sfida si gioca tutta su Internet: “se un certo prodotto va bene, si insiste sull’offerta, in caso contrario si punta su una sostanza alternativa. Il tutto in tempi brevissimi e potendo contare su una gigantesca rivendita telematica aperta 24 ore su 24 e accessibile da qualsiasi angolo del mondo”. Al termine della conferenza, una visita guidata dal Maggiore Peluso alla Sezione Chimica  – Laboratorio  Stupefacenti  – per osservare da vicino alcune buste contenenti sostanze stupefacenti e una parte della strumentazione in uso al R.I.S.

 

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