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Attualita.it - Articoli filtrati per data: Giovedì, 05 Aprile 2018

Europa League andata quarti - Lazio, una gara europea

  • Pubblicato in Calcio

calcio lazio europa 18Roma, 5 aprile 2018 - Il titolo è relativo ad una prestazione della Lazio, 4-2 sul Salisburgo con reti di Lulic, Parolo, Anderson, Immobile, Berisha su rigore e Minamino, di livello europeo intesa come ritmo profuso nei 95 minuti ed applicazione mentale nei confronti di una compagine, quella austriaca, che non perdeva addirittura dallo scorso agosto.

A maggior ragione le perplessità della vigilia portavano ad una valutazione di estrema cautela in quanto l'avversario non era conosciutissimo e per quel poco che si sapeva veniva accreditato come schieramento giovane, di grande atletismo ed aggressività ed i biancocelesti nell'ultimo periodo non erano apparsi al massimo della brillantezza.

La Lazio ha applicato un pressing intelligente ed ha chiuso il primo tempo con l'ennesima recriminazione arbitrale che ha lasciato forti dubbi sulla concessione del rigore a favore del Salisburgo, contro una evidente trattenuta in area su Immobile sorvolata dal quarto uomo; ma al di là di questo buono è stato l'approccio del secondo tempo col vantaggio di Parolo, dopo appena quattro minuti, ma soprattutto col piglio di giocare al calcio senza eccessivi vittimismi. Sugli scudi Parolo, Lulic ed Anderson, subentrato a metà ripresa a Luis Alberto, oltre al solito Lucas Leiva; da segnalare inoltre la buona cornice di pubblico, presenti intorno alle 45.000 presenze.

Gli altri risultati della serata hanno visto tutti successi casalinghi come l'Atletico Madrid sullo Sporting Lisbona per 2-0, dell'Arsenal per 4-1 sul Cska Mosca e del Lipsia sul Marsiglia per 1-0.

Appuntamento a giovedì prossimo per stabilire le quattro semifinaliste di Europa League.

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Dilettanti allo sbaraglio o mestieranti della politica?

Mattarella presidOsservando il variegato scenario politico emerso dal voto del 4 marzo scorso, un dubbio amletico di shakespeariana memoria, credo aleggi nel cervello della stragrande maggioranza degli Italiani: “gli eletti per governare il Paese nel prossimo quinquennio sono semplicemente dilettanti allo sbaraglio, oppure spregiudicati mestieranti della politica a caccia di poltrone e posti di potere ?”
È già trascorso oltre un mese da quando ci siamo recati alle urne, e nessun partito o raggruppamento pare abbia fin qui indicato come e con chi governare, dal momento che manca a tutti una maggioranza solida e stabile.
“Zio Giulio” (al secolo l’On. Giulio Andreotti, più volte Premier e ministro in quasi tutti i governi democristiani), diceva agli amici e collaboratori tra i più fidati che “a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca”.
Non v’è dubbio alcuno che i leader più accreditati che durante l’intera campagna elettorale hanno sempre detto e ripetuto, che non stipuleranno mai accordi o alleanze con nessuno, dovranno “perdere la faccia”, perché nei sistemi democratici contano soltanto i numeri e non le pie intenzioni.
Il riferimento specifico riguarda i “Grillini”, mostratisi tra i più intransigenti, i quali sanno perfettamente (o dovrebbero sapere), che con il loro 32 % sono risultati, sì, il primo partito, ma da soli non potranno mai governare, per cui non ci sono alternative ai compromessi e ad altre forme di collaborazione.
Queste stesse valutazioni riguardano anche Salvini, ritenuto il 2° vincitore della competizione, il quale per ora rimane soltanto la quarta stampella del centro-destra, che con una qualsiasi altra legge elettorale decente, approvata in fretta e furia con ben oltre 8 voti di fiducia, sarebbe diventato il vero azionista di maggioranza nell’intero Parlamento.
Com’era facile prevedere, la prima tornata di consultazioni non ha portato a risultati concreti e con le immediate scadenza economiche che ci impone l’Europa, finiremo per fare una pessima figura in Italia e nel mondo
Mattarella ha, quindi, invitato ad una pausa di riflessione ed ha dato appuntamento per la prossima settimana invitando tutti ad un maggiore senso di responsabilità.
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Calcio - Roma harakiri, come la Juventus

  • Pubblicato in Calcio
calcio di franc allegriRoma, 5 aprile 2018 - Il calcio italiano continua a far parlare di sé in virtù delle curiosità che riesce a sollevare attorno alle sue prestazioni.  
La Juventus che,  da un tentativo di autorete di Chiellini fa scaturire il gol del secolo di Ronaldo capace di portare il suo piede destro a 2,37 metri dal suolo.  
La Roma che addirittura stabilisce un record internazionale irripetibile: regalare , via autogol, al Barcellona le prime due delle quattro reti che ridimensionano definitivamente il valore della formazione giallorossa.
Tutto molto sconsolante. Pittoresco, solo pittoresco!
Questo sarebbe il contenuto di uno sport nazionale che ci ha visto  quattro volte Campioni del Mondo, secondi dopo il Brasile ed alla pari della Germania? Uno sport che è praticato da milioni di giovani e viaggia da terzo mondista, mentre piccoli microcosmi azzurri  in tante discipline di continuo fanno risuonare in giro per il mondo l’Inno di Mameli: nel mese di febbraio, alle Olimpiadi della Neve, nel ciclismo, nella moto, nella Formula Uno.
Juventus e Roma appaiate nel fondo. Tutte prese ed appagate dall’egemonia che da anni impongono al calcio italico ma responsabili del crollo internazionale dello sport più seguito lungo lo Stivale.
Entrambe, soprattutto, accomunate  da un ritardo tecnico-tattico che chiede vendetta al cospetto di quanto accade altrove. Il disastro tecnico-tattico delle squadre più blasonate e dotate economicamente è sotto gli occhi di tutti.
Non c’è bisogno che si siano seguiti i seminari calcistici a Coverciano  (dove, comunque, si continuano a produrre allenatori che sono inutili cloni dei celebrati tecnici che vanno per la maggiore).  
Juventus, Roma, Inter (del Milan si specifica a seguire) sono nelle mani di allenatori italiani celebrati ma sorpassati nel gioco che propongono che si può esemplificare con la frase “palla lunga e pedalare”. Difesa e contropiede veloce, Lanci lunghi in profondità e cross dal fondo. Niente di nuovo in 30-40 anni; indietro ai tempi del catenaccio di Nereo Rocco.  
L’unica innovazione è il “possesso palla”, ovvero il sistema inventato per far trascorrere i minuti senza conseguenze ed annoiare e cacciare via dagli stadi gli spettatori.
Già sarebbe qualcosa!  Il guaio è  che “il possesso palla all’italiana” è totalmente diverso dall’originale praticato dappertutto. Da noi i passaggi fra i giocatori sono lunghi ed improduttivi, oltre che intercettabili, perché telefonati.
Il palleggio, gli scambi devono essere brevi e veloci. Tali da mettere fuori equilibrio gli avversari. Proprio come accade quando nelle fasi di riscaldamento pre-partita,  i giocatori praticano il cosiddetto “torello” dove i giocatori in circolo si trasmettono  l’un l’altro il pallone con un tocco solo mandando a vuoto i tentativi di intercetto  da parte di un giocatore al centro del circolo.
Questi tocchi misurati  sono bagaglio tecnico che qualsiasi calciatore (specie professionista) possiede. Però va esercitato individualmente e coralmente .
Inoltre esso va associato ad un altro movimento collettivo fondamentale: il pressing a tutto campo.
Ieri il Barcellona ha da dato una ennesima dimostrazione del perché da anni è il club al vertice del mondo: pressing aggressivo da parte di tutti (anche di Messi) necessario per accaparrarsi il pallone. Quindi possesso palla (“torello” o "Tiki-taki") a breve distanza, anche in affollamento.
È evidente che per fronteggiare tali manovre  l’agilità è importante. Più sei alto, grosso e legnoso e più  sarai in difficoltà  nel girarsi e rigirarsi.  Più sei difensore del biotipo guerriero aggressivo e generoso come l’altro ieri Chiellini, Barzagli e compagnia o  come ieri a Barcellona,  Manolas  o Fazio (quindi il tappabuchi De Rossi) e più ti troverai  frastornato al punto da calciare tu stesso il pallone in rete. Quasi un atto liberatorio.
Che conseguenze tirare fuori per raddrizzare le sorti dell’italico calcio?
Intanto il perché di quello che è accaduto con la Nazionale fuori dal giro mondiale ed i Club nostrani fuori dalla Champions (ma c’è il ritorno… lasciamo perdere: siamo seri!) è un dato acquisito. Tanto Allegri, che Spalletti ed anche Eusebio Di Francesco, stanno facendo nobili tentativi per allinearsi ai dettami giusti. Ma è evidente, non è nel loro DNA.  
Di Francesco  è arrivato alla Roma per la fama  di allenatore “spagnolo” emulo di Sarri che si era conquistata in cinque anni al Sassuolo  (che ancora si giova dell’eredità da lui lasciata). Ma, evidentemente,  si trova in mano giocatori, sia avanti che dietro,  con profili tecnico atletici  in qualche maniera compromessi. 
La Roma, in effetti, sembra la più distante fra le big in termini di modernità. Peccato perche la società giallorossa nel 2011, appena diventata “americana”, la prima cosa che aveva fatto era stata ingaggiare l’allenatore del Barcellona Luis Enrique proprio per introdurre in Italia i segreti del calcio spagnolo. Il tecnico iberico portò con sé anche il suo secondo De La Pena  con l’intento di introdurre anche la preparazione tecnica fisica adatta allo scopo in tutti i settori della società fin da quelli giovanili.
Qualcuno, però,  pensava  che la Roma dovesse vincere lo scudetto al primo anno. Così, a metà del suo lavoro, Enrique  lasciò Roma per tornare a Barcellona.  Una occasione persa per la Roma e tutto il calcio italiano.
Più ottimistico , invece, il messaggio che arriva dalla ex Grande Milan.  Rino Gattuso, veramente è riuscito in tempi record a governare modernamente il Milan sia nel "Tiki-taki" che nel pressing.  La squadra balbettante, slegata, senza idee né gioco lasciata da Montella, ha tenuto a bada la corazzata Inter nel derby grazie soprattutto al pressing ed al possesso palla eseguiti in continuità da una squadra che non vanta certamente i talenti che affollano, invece,la squadra “all’italiana” di Spalletti.
In conclusione c’è poco da stare Allegri (o Di Francesco, o Spalletti) !!
Nell’Italia calcistica qualcosa si sta muovendo, ma non ai vertici dove si difende lo statu quo. La rivoluzione deve avvenire, e sta avvenendo, come sempre dal basso.
Il vertice, il Coni Malagò-Fabbricini, si  preoccupi solo di evitare che la Nazionale (pilota del rinnovamento) non venga affidata ad un tecnico paludato e lasci lavorare un giovane preparato come Di Biagio che ha il vantaggio anche di costare meno.  È un difetto, un limite questo?
Ed i Grandi Club? Quelle sono società a fini di lucro venute anche dall’estero. Sarà loro interesse seguire l’onda.
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Almanacco del 05 aprile 2018

  • Pubblicato in Aprile
ALMANACCO NEW 3
alman greca orientale
OGGI
Giovedì , 05 Aprile 2018
È il 95º giorno del calendario gregoriano 
Mancano 270 giorni alla fine dell'anno.
alman greca orientale
NASCE
1932: Giancarlo Dettori, attore (Tv:Una storia qualunque)
1962: Emilio Solfrizzi, attore, comico
(Sei mai stata sulla Luna?)
1976: Simone Inzaghi, ex calciatore e allenatore
1986: Melita Toniolo, attrice, showgirl
e modella (Una cella in due)
1997: nasce Blu Yoshimi, attrice (Socialmente pericolosi)
MUORE
2011: Gianni Brezza, ballerino, coreografo e
regista (SPA - Solo per Amore) (n. 1937)
2013: Piero De Palma, tenore, noto come
"principe dei comprimari" (n. 1925)
2013: Regina Bianchi, attrice (Ci sta un francese,
un inglese e un napoletano) (n. 1921)
2015: Lamberto Antinori, attore,
imprenditore (El cisco) (n. 1930)
2017: Memè Perlini, attore e regista teatrale
(L'affittacamere, serie TV) (n. 1947)
STRANIERI
 1908: Bette Davis, attrice statunitense, due Oscar
(Strega per un giorno - 1989) († 1989)
1908: Herbert von Karajan, fra i più importanti direttori
d'orchestra di tutti i tempi, austriaco († 1989)
1916: Gregory Peck, attore statunitense, Oscar
(Vacanze romane) († 2003)
1971: Krista Allen, attrice statunitense (Terapia d'urto)
1986: Anna Sophia Berglund, attrice e
modella statunitense (The Lost Tree)
2008: muore Charlton Heston, attore e regista
statunitense, Oscar (Ben Hur) (n. 1923)
2015: Richard Dysart, attore statunitense
(Pioggia infernale) (n. 1929)
alman greca orientale
ACCADDE
1817 - Il barone Karl Friederich Drais von Sauerbronn 
presenta pubblicamente la draisina, considerata
la prima bicicletta
1895 - Oscar Wilde viene condannato al carcere per 
omosessualità dichiarata
1937 -  la regina Elena moglie di Vittorio Emanuele III
di Savoia riceve la Rosa d'Oro della Cristianità
concessa da papa Pio XI
1945 - Seconda guerra mondiale: Gli Alleati bombardano
 Alessandria, colpendo la cattedrale, una scuola ed un
asilo e uccidendo decine di bambini: è l'ultimo
bombardamento alleato sull'Italia.
1962 - Ultimati i lavori del traforo del Gran San Bernardo
2001 - Il sottomarino Enrico Toti parte al porto di Augusta 
diretto al Museo della scienza e della tecnologia di Milano
2004: Si diffonde la notizia che il teschio conservato nella
tomba di Francesco Petrarca ad Arquà non è del poeta: è
infatti appartenuto ad una donna del Medioevo
2004: Colin Powell ammette pubblicamente che le prove
presentate all'ONU riguardo alle armi di distruzione
di massa in Iraq erano state sopravvalutate
2008 - Va a fuoco un torrione del castello di Moncalieri,
patrimonio mondiale dell'Unesco. Cinque le stanze
distrutte (la stanza di Maria Adelaide, quella di
Vittorio Emanuele, la stanza degli specchi, la stanza
degli Armadi e la Stanza del Proclama).
alman greca orientale
LA CHIESA RICORDA
 Santi e Beati
S. Vincenzo Ferreri
S. Alberto di Montecorvino, S. Caterina Thomas, 
S. Gerardo di Sauve-Majeure,
Beata Giuliana di Cornillon o di Liegi,
Sant' Irene di Salonicco, Santa Maria Crescentia Hoss,
alman greca orientale
PROVERBIO
È più facile colmare un pozzo senza fondo
che soddisfare l’umana ambizione.
alman greca orientale 
AFORISMA
L'errore di un uomo non diventa la sua legge,
né lo obbliga a persistere in esso.
[Thomas Hobbes]
 alman greca orientale
DITELO CON I FIORI
Il significato di Ortica è...
- Sei crudele
alman greca orientale
DAI GUINNES DEI PRIMATI
Il giardiniere dilettante Peter Glazebrook, 69 anni,
di Newark (Gran Bretagna) detiene il record per aver
creato la carota più pesante: 28 grammi 
alman greca orientale
PENSIERO DEL MATTINO
È meglio accendere una piccola candela
che maledire l’oscurità.
(Confucio)
alman greca orientale
MASSIMA DEL GIORNO DIVERTENTE         
“La banca ha fiducia in te;
pero’ ti chiedono i documenti per
accettare i tuoi soldi e
ti prestano una biro legata a una catenella!”
(Beppe Grillo)
alman greca orientale
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