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Attualita.it - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 11 Aprile 2018

Champions League – ritorno quarti. Juve: che beffa!

  • Pubblicato in Calcio
calcio real madridjuventus.jpgI bianconeri ne fanno 3 in casa del Real, ma al 93’ vengono eliminati da un contestatissimo rigore, poi trasformato da C.Ronaldo. Andrea Agnelli: “Ci vuole il VAR anche in Champions!”.
Roma, 11 aprile 2018 – Così fa male. Fai l’impresa di rimontare tre gol al Real a casa sua. Giochi una partita che rasenta la perfezione. Vedi i supplementari e una qualificazione che, quando sei arrivato con l’aereo a Madrid, non pensavi possibile. Ma poi perdi tutto per un rigore al 93’ concesso per un presunto fallo di Benatia su Lucas Vazquez e che manda su tutte le furie la Juventus, tanto che un campione di correttezza come Buffon viene espulso per le proteste veementi che rivolge all’arbitro. A quel punto non si capisce perché l’arbitro non espella lo stesso Benatia, che se commette fallo, come sostiene l’arbitro stesso con la sua scelta, lo fa da ultimo uomo e in chiara occasione da rete. Un episodio talmente discutibile al punto che, a fine gara, Agnelli si scaglia contro tutto e tutti: “Bisogna cambiare il designatore europeo, perché gli errori contro le squadre italiane si stanno ripetendo con troppo frequenza. E poi: abbiamo il VAR, usiamolo anche nelle coppe, perché abbiamo visto in Italia che funziona”.
Con Buffon espulso entra Szczesny per Higuain, ma sul dischetto va C.Ronaldo, che alla Juve segna sempre, tanto che lo fa anche stavolta. Rigore impeccabile e qualificazione che torna nelle mani del Real Madrid, che alla fine perde 1-3. Gli basta per passare il turno. Alla Juve, invece, resta il rammarico di aver giocato una grande partita, di aver sfiorato la “rimontona” grazie alla doppietta di testa di Mandzukic nel primo tempo (2’ e 37’) e al gol di Matuidi al 61’ (paperaccia di Navas su cross di Dougla Costa) e di averla fallita solo per quella distrazione fatale della difesa. Commessa proprio quando la partita era ormai finita e i supplementari cosa quasi fatta.
Peccato.
Ma per i bianconeri il Real Madrid e C.Ronaldo (che le ha segnato 7 gol nelle ultime 7 gare) sono davvero due bestie nere! Così al sorteggio per le semifinali ci sarà solo la Roma, che incontrerà una tra Real MadridBayern Monaco (0-0 con il Siviglia e qualificazione assicurata) e il Liverpool.

 

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Roma, Italia fuori dalla crisi

  • Pubblicato in Calcio
calcio Roma Barcellona Roma, 11 aprile 2018   - La Roma ha compiuto un'impresa su cui pochi avrebbero scommesso. Battere almeno per 3-0 il Grande Barcellona e conquistarsi la semifinale in Champions.
“La miglior difesa è l’attacco”. Una ”legge” che tutti a parole condividono, ma poi sul campo spesso viene disattesa, per ragioni strategiche  o psicologiche o entrambe.
Nella quasi totalità dei casi, quando si vince all’andata per 4-1, con tre reti di margine, la rimonta non avviene. Il fattore cedere l’iniziativa all’avversario, fare melina e far passare il tempo, attuare turn over,  nel maggior numero di casi ha successo.
Talvolta, però, può diventare harakiri. Com'è il caso  di ieri sera all’Olimpico di Roma, come lo fu all’andata al Camp Neu di Barcellona.
Sì  perché all’andata,  il largo successo degli spagnoli era maturato non su una netta superiorità come direbbe il punteggio, ma in virtù di due autoreti iniziali. Dicasi due autoreti! Qualcosa che nella storia calcistica ai massimi livelli non era mai accaduta.
Tuttavia, l’impresa  della Roma  ben guidata (questa volta!) da Eusebio Di Francesco e superbamente interpretata da 3 giallorossi sopra le righe (De Rossi, Manolas e Dzeko) non si sarebbe potuta realizzare  contro  il Barcellona che il mondo ha conosciuto fino a questa stagione.
Quella squadra castellana non avrebbe attuato alcuna tattica attendivistica. Avrebbe tranquillamente messo in scena il suo gioco magistrale fatto di pressing a  tutto campo e tiki-taki nel possesso palla e preparatorio alle segnature di Messi, Suarez, Iniesta e Neymar, soprattutto del  brasiliano che non c’è più. Il raggiungimento delle semifinali non avrebbe sortito alcun problema.
Invece il giorno 10 aprile 2018,  propone un quadro di una situazione del tutto diversa rispetto solo ad un anno prima.
Qualcuno non associa il quadro  sportivo  a quello socio-politico-economico.
In realtà il calcio – quale attività umana che affonda le proprie radici nel tessuto più profondo della società – può essere considerato un vero e proprio indicatore della salute  di un Paese.
Per farla breve, la crisi  peggiore  vissuta dall’Italia da quando è diventata Stato unitario, è sfociata nel gradino più basso conseguita dall’Italia del calcio: eliminazione meritata dalla Coppa del Mondo, dove gli azzurri vantano la bellezza di 4 titoli iridati.
La Spagna sta vivendo in questo momento la sua più grave crisi economica e sociale  della sua storia moderna. Il mai sedato conflitto fra  Monarchici e Repubblicani, fra Potere Centrale (Castiglia, Madrid, Re, franchismo, destra) e periferia (Catalogna,Barcellona, Autonomia, Puidgemont, Comunismo,sinistra) ha provocato (e sta provocando) una crisi economica senza precedenti. Con la Catalogna (Lombardia spagnola) che registra la chiusura (o la fuga verso lidi migliori) di molte aziende.  Con il Governo (votato) dei Separatisti in galera in Spagna, oppure in Germania, come il caso del leader Puidgemont.
Travolti dall’eterno conflitto iberico fra Guelfi e Ghibellini, il calcio in Spagna e specialmente a Barcellona, non poteva - e né può rimanere - un'isola felice. 
I dirigenti del club blugrana, hanno cercato di mantenere uno status elevato nella propria rosa. Ma non sono stati registrati nuovi arrivi di alto livello. Si sono mantenuti i giocatori storici Messi, Suarez, Iniesta (per citarne qualcuno), ma si tratta di atleti stagionati, molto stagionati. Mentre il giocatore più importante e giovane (per Capello il prossimo Pallone d’oro),  Neymar è stato messo a l’asta e, quindi, ceduto ai francesi del Paris Saint Germain con un ricavo netto per il Barcellona della cifra record di 222 milioni di Euro ed uno stipendio annuo di 36,8 milioni di Euro.
Barcellona, dunque, non è più Barcellona. Ma sempre uno squadrone ragguardevole che Di Francesco ha affrontato con il cipiglio con il quale  per cinque anni ha guidato il Carneade Sassuolo.
Finalmente si è visto il pressing e Messi non ha toccato palla.
La Roma ha gestito il gioco puntando sulle torri Geco e Schik e la formidabile regia a tutto campo di Daniele de Rossi, le scorribande sulle fascie di Kolarov e Laurenzi.
In difesa sulla foga gladiatoria e fisicità di Manolas e Fazio. 
Proprio come la Juventus, la faccenda reti era delegata ai cross ed al gioco aereo con l’impiego dei tanti "lunghi". Una vera batteria: Dzeko, Schick, Fazio, Manolas, De Rossi. Un gioco molto semplice, all’antica, che, però, si adattava molto bene ad un progetto offensivo di molte segnature. Così sono arrivate le tre reti  frutto degli arieti Dzeko e Manolas e dei falli difensivi del Barcellona: varie occasioni da rigore e finalmente penalty realizzato da De Rossi!
Dunque tutti bravi in chiave giallorossa. Dal tecnico che ha progettato una squadra con una  precisa ed azzeccata strategia basata su una perfetta conoscenza delle mosse e della entità dell’avversario. Bravi indistintamente tutti i giocatori scesi in campo. Azzeccati e tempestivi i cambi.
Non altrettanto si può dire del tecnico iberico Luis Valverde che ha collaborato non poco alla sconfitta della proprio quando, con 15 minuti da giocare, ha richiamato in panchina Iniesta impareggiabile pilota della squadra, lasciandola senza guida.
Ora la Roma è fra le prime squadre d’Europa. Si ritrova terza in classifica lontana da Napoli e Juventus: Alla pari con Lazio, alla vigilia del derby. È tempo di decidere cosa vuol fare da grande. La storica vittoria della Champions può essere alla sua portata se decide di puntare a questo risultato piuttosto che mantenere un piede in due staffe che non si conciliano, Coppa e Campionato. Un campionato dove al massimo può arrivare terza!
Eviti di seguire l’esempio della Juventus che  cercando troppe staffe, inevitabilmente finisce per vincere solo in Italia! Qui ha già vinto ieri. Battendo seccamente il  Barcellona 3-0.
Una impresa di enorme spessore Mondiale che fa il paio con le recenti venture dello sport italico nel pianeta. 
L’inno di Mameli era nell’aria ieri notte all’Olimpico. Proprio come domenica nel Bahreim con la Ferrari ancora sul podio più alto per la seconda volta consecutiva.
O come in queste ultime settimane nella Moto GP di Ducati-Dovizioso : nella  Milano-San Remo di ciclsimo con Vincenzo Nibali , od ai Giochi invernali con le 10 medaglie di azzurri ed azzurre.
Anche il calcio indica, dunque, ripresa. È l’indicatore più importante.
Se ne accorgano anche altrove e ci si regoli di conseguenza...
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Almanacco del 11 aprile 2018

  • Pubblicato in Aprile
ALMANACCO NEW 3
alman edera rosa
OGGI
Mercoledì, 11 Aprile 2018
 È il 101º giorno del calendario gregoriano 
Mancano 264 giorni alla fine dell'anno.
alman edera rosa
NASCE
1951: Gianni Franco, attore (Ma tu di che segno 6?)
1959: Aleandro Baldi, cantautore (Non amarmi)
1961: Angelo Cavallaro, cantautore (Amami)
1968: Valerio Aprea, attore (Smetto quando voglio)
1991: Guglielmo Poggi, attore (Il Tuttofare)
MUORE
2004: Kim Arena, cantante (Che cosa farai) (n.1948)
2007: Sergio Bardotti, paroliere e cantautore
(Ti lascerò) (n. 1939)
2007: Luigi Gatteschi, matematico, noto in campo
internazionale.  Membro del Comitato per la Matematica
del Consiglio Nazionale delle Ricerche. (n. 1923)
2010: Edmondo Berselli, giornalista e scrittore
(Sarà una bella società) (n. 1951)
2013: Clorindo Testa, architetto, pittore e scultore
(Campus Universidad de San Luis) (n. 1923)
STRANIERI
1947: nasce Peter Riegert,
attore statunitense (Animal House)
1961: nasce Vincent Gallo, attore, regista statunitense
(La leggenda di Kaspar Hauser)
2013: Muore Jonathan Winters, attore e doppiatore
statunitense (L'uomo ombra ) (n. 1925)
2014: Muore Hal Cooper, regista statunitense
(Troppi in famiglia) (n. 1923)
 alman edera rosa
ACCADDE
1079 – Il re polacco Boleslao II fa assassinare 
San Stanislao, vescovo di Cracovia.
1266 – Secondo quanto riportato dal cronista Buccio di
Ranallo, avvenne la rifondazione della citta dell'Aquila
1775 – Germania: ultima esecuzione
per un reato di stregoneria
1814 – Francia – Resa di Napoleone 
che ripara all'isola d'Elba
1903 - muore Santa Gemma Galgani,
mistica italiana (n. 1878)
1921: USA: prima radiocronaca sportiva
1975 – Italia, riforma radiotelevisiva: lottizzati
i telegiornali RAI ai partiti
1978 - Lorenzo Cotugno, Agente Polizia penitenziaria
italiano, viene ucciso dalle Br (n. 1947)
2006: Italia: viene arrestato, dopo 43 anni di latitanza,
il boss mafioso Bernardo Provenzano
 alman edera rosa
TEMPO AL TEMPO
1965 – USA: una serie di tornado colpisce la zona
centro-occidentale degli Stati Uniti provocando 256 vittime
2003 — Italia: Una forte scossa di terremoto di magnitudo
4,8 scuote il nord-ovest. L'epicentro è stato localizzato nei
pressi di Cassano Spinola, nella Provincia di Alessandria.
Furono stimati danni per 80 milioni di euro
2012 - Un sisma di magnitudo 8,6 colpisce l'Oceano
Indiano al largo della costa occidentale di Sumatra,
in Indonesia
alman edera rosa
LA CHIESA RICORDA
Santi e Beati
S. Gemma Galgani,
S. Stanislao vesc. Mart., Beato Giorgio Gervase 
Beato Angelo (Carletti) da Chivasso,
Beata Elena Guerra, San Filippo di Gortina,
alman edera rosa
PROVERBIO
Chi nulla prevede spesso resta ingannato,
e chi troppo prevede è sempre disgraziato
  alman edera rosa
DITELO CON I FIORI
Il significato di Geranio Rosso Fiamma è...
- Penso sempre a te
- Conforto e consolazione
alman edera rosa
DAI GUINNES DEI PRIMATI
Vijay Kumar V., 27 anni, di Bangalore (India),
è nei Guinness World Record per il maggior numero
di denti: ne ha 37. Un record difficile da battere!
alman edera rosa
FRASE DEL GIORNO
Chi accoglie un beneficio con l'animo grato,
paga la prima rata del suo debito
(Seneca)
alman edera rosa
PENSIERO DEL MATTINO
Ho avuto un sacco di preoccupazioni nella mia vita,
la maggior parte delle quali non sono mai successe.
(Mark Twain)
alman edera rosa
MASSIMA DEL GIORNO DIVERTENTE         
Si dice che il denaro non compra la felicità
ma sembra solo qualche sensazione simile,
tanto che c'è bisogno di uno specialista molto
preparato per riuscire a trovare la differenza.
Ma, all'università, questa facoltà ancora non c'è!
(Salvatore Veltri)
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