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Spettacolo: ” Una simpatica canaglia”

cinema BelmondoRoma, 9 aprile 2018 - Nel novembre del 2015 abbiamo festeggiato gli ottant’anni di “Faccia d’angelo”, al secolo Alain Delon, oggi non possiamo esimerci dal celebrare gli ottantacinque anni di un altro grande della cinematografia francese e mondiale: Jean Paul Belmondo!
Di origini italiane, per parte di padre, il nostro comincia la sua carriera dapprima a teatro per poi cimentarsi in ruoli cinematografici che ne consacreranno la propria dimensione a livello internazionale.
Le interpretazioni ed i successi di Belmondo vanno di pari passo con le direzioni artistiche di registi che ne hanno plasmato il talento, tra i tanti Chabrol, Godard, Sautet, Melville, senza trascurare Vittorio De Sica con cui lavorò, appena ventisettenne, nel capolavoro de “La ciociara” nella parte di Michele giovane antifascista segretamente innamorato di Cesira/Loren.
Col proseguimento della carriera Belmondo avrà un evoluzione interpretativa verso ruoli più popolari, equamente divisi tra la commedia ed il poliziesco, non a scapito però di uno spessore artistico di primo piano; “L’uomo di Rio” , di Philippe de Broca, “La mia droga si chiama Julie”, del grande Truffaut e “Il clan dei marsigliesi”, di Josè Giovanni ne sono la riprova.
A mio modesto parere ci sono tre films che più di tutti mi hanno colpito dell’intera carriera di Bebel, simpatico appellativo coniato ai tempi delle relazione con l’esplosiva Ursula Andress, e sono “L’erede” di Labro, “Il poliziotto della brigata criminale”, di Verneuil e “Joss il professionista”, di Lautner; pellicole dove Belmondo esprime anche una venatura drammatica, oltre che d’azione dove regolarmente rifiutava la controfigura.
Borsalino del 1970, con la regia di Deray, è senz’altro uno dei successi più riconosciuti a livello mondiale anche e soprattutto per il simpatico antagonismo con l’amico Delon; ribadisco tuttavia che le interpretazioni più corpose appartengano alle pellicole sopra citate.
Come attore fra i più popolari del suo momento storico Belmondo, inevitabilmente, ha fatto parlare di se anche per le sue vicende sentimentali, dove oltre ai due matrimoni ed alla relazione con la Andress, fu unito ufficialmente per otto anni con Laura Antonelli.
In età matura, come a volte accade ad alcuni attori, fù insignito della Palma d’oro alla carriera a Cannes nel 2011 e successivamente ricevette a Venezia nel 2016 il Leone d’oro sempre alla carriera.
Non c’è male per una simpatica canaglia…..
Ultima modifica ilMartedì, 10 Aprile 2018 19:05
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