PIÙ QUALITÀ IN TV E MENO “VIDEOCRAZIA”!

“Il mondo di oggi è plasmato profondamente dalla cultura mediatica che non è semplicemente qualcosa che ci sta di fronte ma l’ambiente nel quale siamo immersi. La comunicazione è un’ipoteca culturalmente molto importante perché noi siamo plasmati profondamente da questi nuovi linguaggi mediatici, siamo dentro una sorta di mutazione antropologica che produce questo clima nel quale siamo immersi….”:
 

Con queste parole mons. Domenico Pompili rispose a una mia domanda inerente un’intervista del 24/02/2009 sullo sviluppo della comunicazione sociale e l’importanza della qualità televisiva nella società attuale.
Che cosa è cambiato in questi ultimi anni?
Nulla, perché l’uomo continua a essere condizionato fortemente dal sistema di comunicazione globale dal quale non riesce a sfuggire.
L’immagine domina incontrastata, divenendo così la più importante forma di conoscenza e tutto questo è estremamente negativo. La ricerca disperata dell’audience rende gli operatori della Tv del tutto irresponsabili nei confronti del pubblico tanto che immagini di una violenza brutale continuano a invadere con una frequenza sempre più elevata lo schermo televisivo, costituendo così un reale pericolo per i bambini.
Il Prof. Salvemini nel suo libro “Informazione manipolata dalle lobby” afferma, a tal proposito, che: “Davanti la tv alcuni bambini cercano protezione e affetto, altri un avversario con cui misurare il proprio potere. In cambio ricevono dosi massicce di messaggi rozzi e sanguinari sotto forma di spettacolo…” poi continua, ribadendo che il bambino sotto tali pressioni medianiche può credere che la realtà sia davvero un condensato di violenze di ogni tipo. Fiumi di parole sono stati scritti in favore di una migliore qualità televisiva ma in Italia il livello qualitativo di molta parte dell’offerta televisiva rivolta ai bambini continua a essere carente e quindi a penalizzare la cultura, la crescita civile ed etica dei cittadini ed in particolare lo spirito critico e la creatività dei bambini. Il problema della qualità della tv si pone senza possibilità di replica, soprattutto quando il dovere d’informare è troppo spesso subordinato a interessi economici e politici.
Il Prof. Salvemini nel suo libro definisce questo tipo di subordinazione “videocrazia”, affermando che: “Chi possiede un’emittente televisiva può condizionare notevolmente la pubblica opinione”. Si domanda, inoltre, quale significato, in una situazione del genere, si possa attribuire alla parola democrazia se non quello di “farsa” o di “messa in scena”.
E infine termina affermando che purtroppo la democrazia è stata sostituita da altre forme di governo quali “plutocrazia”, “lobbycrazia” e “videocrazia”.
Concordo con il Prof. Salvemini affermando che bisogna trasformare la tv in mezzo altamente educativo; la sfida del futuro dovrà consistere in un’unica parola: Qualità.
Si dovranno elaborare criteri di certificazione di qualità al fine di garantire che produttori e broadcast si attengano a codici etici e deontologici.
 
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