Tematiche etico-sociali

Italia: finalmente l’Inno Nazionale – TESTO COMPLETO

Roma, 16 novembre 2017 –   La commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, ha impiegato ben 71 anni per approvare, ieri,  in sede deliberante ed  A COSTO ZERO, il provvedimento che istituzionalizza “Il canto degli Italiani” quale Inno Nazionale.
“Fratelli d’Italia” venne scritto nel 1847 dal ventenne studente e poeta Goffredo Mameli (5 settembre 1827 – Roma, 6 luglio 1849). Patriota, con il grado di capitano e funzioni di  aiutante di campo di Garibaldi, il 3 giugno 1849, nei combattimenti a Roma, a Porta San Pancrazio,  durante un assalto alla baionetta, venne involontariamente ferito alla gamba sinistra da un bersagliere. Seppure subendo l’amputazione della gamba, morì.
L’inno era stato musicato da Michele Novaro, anch’egli  genovese, compositore e patriota italiano (23 dicembre 1818 – Genova, 20 ottobre 1885).
Il 12 ottobre 1946,  in occasione del giuramento da parte delle Forze Armate alla neo Repubblica  fissato per il 4 Novembre,  su proposta dell’allora  Ministro della Guerra Cipriano Facchinetti, il Governo De Gasperi adottò “provvisoriamente quale inno nazionale  l’Inno di Mameli “Frateli d’Italia”. Da allora, era rimasto “provvisorio”… perchè in Italia, nulla è più duraturo del provvisorio…
Finalmente, è stato posto riparo a questo vergognoso  enorme vuoto legislativo.
Certamente ora ci sarà da discutere e aspettiamoci  manifestazioni di vario genere perchè,  con alcune parole,  potrebbe”urtare la sensibilità di alcuni politici e cittadini stranieri risorse per l’Italia”.
Forse è per questo   che la Presidentessa della Camera, alla parata del 2 giugno 2017 non l’ha cantato nemmeno durante l’esibizione di Andrea Bocelli?
Mio nipote, nel 2011, a tre anni e 7 mesi, canta l’Inno Nazionale
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IL TESTO COMPLETO
FRATELLI  D’ITALIA
Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria?
Le porga la Chioma,
Chè schiava di ROMA
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Noi fummo da secoli
Calpesti, derisi,
Perchè non siam popolo,
Perchè siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci,
L’unione e l’amore
Rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti, per Dio!
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Dall’Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogni uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano:
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l’aquila d’Austria
Le penne ha perdute;
Il sangue d’Italia
Il sangue Polacco,
Bevè col Cosacco,
Ma il sen le bruciò.
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Evviva l’Italia
Dal sonno s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma,
Chè schiava di ROMA
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte.
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.

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