Tematiche etico-sociali

La Parrocchia del SS.Redentore a Val Melaina ricorda il “suo” Cardinale Ersilio Tonini

Se la forza di una piccola comunità religiosa e civile si vede dalla sua capacità di tramandare il ricordo di persone e momenti per essa importanti… …allora si può ben dire che la Parrocchia del SS. Redentore a Val Melaina non ha rivali al riguardo. Ne è una prova – caso mai ce ne fosse stata necessità – la Messa solenne tenutasi la domenica seguente la ricorrenza dei  Defunti, durante la quale è stato ricordato il Cardinale Ersilio Tonini – scomparso lo scorso 28 luglio – che del SS.Redentore fu parroco presbitero dal 1994.  Non tutti sanno infatti che quando a un prelato viene conferito il  titolo cardinalizio, è uso che egli  indichi una parrocchia romana come propria sede titolare. Il neo cardinale Tonini scelse proprio quella periferica  di Val Melaina e non certo per caso.

Il motivo – come ricordato dall’attuale parroco Padre Gaetano Saracino (sacerdote molto noto nel quartiere per aver gestito in prima persona, da viceparroco, l’assistenza ai sopravvissuti della tragedia dell’esplosione del palazzo Via Ventotene del 27 novembre 2001). Duranti l’omelia – lo spiegò egli stesso nella cerimonia di insediamento che si tenne il  5 febbraio 1995: la chiesa del Redentore è affidata ai Padri scalabriniani e fu proprio il Beato Giovanni Battista Scalabrini a cresimare la madre del futuro Cardinale Tonini, cresciuto dunque nell’osservanza di quel culto.

Sui banchi della Chiesa di oggi, molti bambini di quel giorno adesso divenuti grandi, e gli adulti di allora ormai anziani: un po’ come sovrapporre  due fotografie scattate alle stesse persone nello stesso luogo ma a distanza di quasi due decenni.

Tra quelli che c’erano adesso come quel  5 febbraio, il parroco dell’epoca Padre Ampelio Bortolato  insieme all’allora – e per  ventotto anni – Comandante  dei Carabinieri della Stazione Roma Talenti, il Cavaliere Salvatore Veltri cui fu chiesto di accogliere per primo il Cardinale Tonini sul sagrato del Redentore e che, salutato dal Padre Saracino al termine della funzione come unico rappresentante delle istituzioni a essere intervenuto, è stato applaudito dai fedeli faticando un po’ a nascondere la dovuta commozione.

 

 

 

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