Tematiche etico-sociali

“La mano del morto”

Dead mans handRoma, 2 agosto – Nel gergo del poker la “mano del morto” indica una doppia coppia nera composta da due assi di picche e due otto di fiori. E chiunque di voi abbia giocato, amato o semplicemente seguito questo famosissimo gioco di carte, sa che il macabro nomignolo deriva dalle vicende legate ad una delle più leggendarie figure del Far West: Wild Bill Hickok, che in realtà si chiamava James Butler Hickok.

Pistolero infallibile, realmente esistito al pari di Calamity Jane e Buffalo Bill, nato il 27 maggio del 1837 e morto, ammazzato, a Deadwood nel 1876, il 2 agosto. Esattamente 140 anni fa.

Un evento, quello della sua uccisione, che viene quotidianamente rappresentato e riproposto nella stessa Deadwood, alla stessa ora, da attori ormai padroni dei ruoli, ad uso e consumo dei turisti, che qui accorrono anche e soprattutto per rivedere la messa in scena dell’omicidio di un pistolero che si credeva invincibile. Ucciso, si dice, per vendetta e con un colpo da vigliacco, alle spalle, mentre stava giocando a poker ad un tavolo del saloon “Nuttal & Mann’s”. A sparargli fu  John “Naso Rotto Jack” McCall, un avventore del locale, che al processo riferì di aver voluto vendicare la morte del fratello e che per questo omicidio premeditato venne poi impiccato il 1 marzo 1877. Nel momento in cui venne ucciso, Wild Bill Hickok aveva tra le mani la succitata doppia coppia nera di assi di picche e otto di fiori, che continuò a stringere tra le dita anche quando cadde lentamente sul pavimento, ormai privo di vita.

Nessuno sa quale fosse la quinta carta che aveva in mano in quel momento.

Qualcuno ha ipotizzato che si trattasse della dama di quadri, altri del nove di quadri (tesi avvalorata dal museo sulla vita di Hickok), altri ancora, invece, pensano che fosse un Jack di quadri, come si vede nel numero 29 del fumetto “Ken Parker”, nel numero 7 del fumetto “I protagonisti” e negli albi del celebre “Tex” in cui si racconta la vita di Wild Bill Hickok. Altri ancora, infine, sostengono che al momento dello sparo quest’ultimo stesse facendo un cambio di carte e che, dunque, quando venne ucciso ne aveva in mano solo quattro.

Quelle destinate a diventare leggendarie…

Back to top button