Tematiche etico-sociali

La condanna di un Capo di Stato

Attualmente, uno dei principi basilari della giustizia penale internazionale è che …

… la punizione per i crimini commessi, si estende a tutti anche se Capi di Stato, di Governo o comunque rivestiti di pubblici incarichi.

Lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale specifica che la Corte può giudicare senza tener conto di eventuali regole di immunità. Ciò spiega il grande interesse e la risonanza che ebbe la sentenza del 26 aprile 2012 della Corte Speciale per la Sierra Leone che dichiaro colpevole un Capo di Stato, l’ex Presidente dalla Liberia Charles Taylor, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Fu  una sentenza storica: era la prima volta che un Capo di Stato veniva incriminato mentre era ancora in carica, e successivamente condannato da una Corte internazionale. Poco più di un mese dopo, il 30 maggio 2012, con un ulteriore provvedimento,la Corte Speciale per la Sierra Leone inflisse a Taylor la pena di 50 annidi reclusione.

La sentenza era appellabile; l’appello venne avanzato e la sentenza d’appello è stata emessa di recente, il 26 settembre 2013.

All’unanimità la Camera d’Appello della Corte ha confermato i 50 anni di reclusione.

Dedotta la custodia cautelare subita dalla data del suo arresto (29 marzo 2006) e considerata la prassi di concedere la libertà ai detenuti di buona condotta decorsi due terzi della pena, la detenzione di Charles Taylor si protrarrebbe per una trentina d’anni.

Egli sta già scontando la pena in una struttura carceraria del Regno Unito.

La comunità internazionale e le società civili dei Paesi del mondo,  non possono che accogliere con soddisfazione questo evento che dimostra la validità dei Sette Principi di Norimberga, ormai entrati a far parte della giustizia penale internazionale.

da “L’Attualità”

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