Tematiche etico-sociali

IL BENESSERE PER UN GIOVANE

Gli stimoli di crescita dati ad un adolescente, da parte degli adulti, spesso non sono adeguati per una reale costruzione del proprio io.

Il giovane deve codificare la propria identità e, per far questo, vive profondi disagi: fisici, psicologici, che possono essere superati con una buona comunicazione con il mondo esterno.
Lo stesso rapporto con il proprio corpo per un adolescente è molto complicato; si nota infatti l’ossessiva preoccupazione di chi non si riconosce più nel bambino che non è e non si accetta come adulto che sta per diventare.
Le manifestazioni di rifiuto del proprio corpo affermano proprio il desiderio di identità in un rapporto armonioso con la propria interiorità. Oggi la nostra società dà più importanza all’apparire che all’essere (come Erik Fromm esprime molto bene). Insegnare le emozioni, trovare il giusto equilibrio tra eros e tanatos, l’aggressività che si svolge in famiglia e l’empatia che da essa ne deriva, fa sì che anima e corpo di un giovane diventino un tutt’uno, dando la giusta dose d’importanza ad ogni elemento.
Certo non come nel Medioevo, dove il corpo era da fustigare. Dagli anabolizzanti, agli esercizi esasperati per mantenere in forma il proprio corpo, si manifesta proprio l’incongruenza del nostro vivere, il desiderio di rapportarsi continuamente al giudizio degli altri.
I rapporti quotidiani che si instaurano tra le persone, sono vissuti in maniera superficiale e non coinvolgono le persone, specialmente quelle che a fatica si stanno formando.
Comunicare attraverso il computer, tramite Facebook o i mass-media, non colma la propria identità che ha bisogno di relazioni stabili.
Anche la ricerca immediata di edonismo non risolve quelli che sono i profondi conflitti dell’adolescente. Ad una ricerca di identità e di valori, noi adulti rispondiamo assecondando i bisogni attraverso cose materiali (vestiti firmati, motorino, oggetti vari), o con un facile “carpe diem” che non rassicura certamente e non dà solide radici al senso stesso dell’essere.
Anche la scuola contribuisce a questo progetto, infatti oggi l’istruzione ha abbandonato l’idea del nozionismo fine a se stesso ed è stata sostituita da una nuova forma di educazione che abbraccia tutto l’individuo.
Non più imparare “a compartimenti stagni”, ma cogliere le varie sfaccettature del sapere, come dicono i programmi sulla nuova metodologia: saper fare per saper essere. È proprio la sicurezza e la coerenza delle proprie scelte il punto debole di ogni giovane, in quanto i diversi stimoli, proposti dalla società, spesso mettono in discussione i valori e gli pseudo-valori si affastellano nel nostro quotidiano.
I giovani sono ammaliati da facili consumi e da diverse forme di droghe, che lasciano soltanto profonde insoddisfazioni e solitudini. È per questo motivo che il malessere di un giovane si esprime spesso con una comunicazione artefatta, quando, ad esempio, in seno ad un gruppo,
pur di stare insieme, i componenti sviluppano microcriminalità, alcoolismo o consumo di droga, creando così una falsa comunità e una falsa comunicazione. “Il coraggio di stare insieme”, appartenere ad un gruppo, si manifesta con atti di bullismo o con un comportamento deviato
dove tutto sembra accettabile in una società che non dà punizioni. Noi tutti, quindi, siamo responsabili di recuperare i valori, donarli ai giovani, affinché possano diventare uomini completi sotto tutti i punti di vista.
La bulimia e l’anoressia sono segni di una fame non di cibo, ma d’amore.
Sant’Agostino diceva: “ama e fai quello che vuoi”.
L’amore presuppone un’attenzione particolare alla persona.
L’indifferenza porterebbe all’annullamento della persona stessa.
 
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