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Fumetti. I primi 40 anni di Goldrake – Video

goldrakeA distanza di quattro decenni dalla sua invenzione Ufo Robot gode ancora di una fama indiscutibile. E’ sempre lui il supereroe dei manga giapponesi diventati cartoni televisivi di culto.

Roma, 6 ottobre – Nella metà degli anni ‘70 i bambini guardavano una televisione in bianco e nero e con due soli canali, il primo (che poi diventerà Raiuno) e il secondo (Raidue).

La rivoluzione televisiva e digitale era ancora di là da venire e sul piccolo schermo, nel pomeriggio, andavano per la maggiore lo Zecchino d’Oro e Furia, il cavallo del West. La sera, invece, oltre ai grandi varietà, c’erano gli sceneggiati (come si chiamavano allora) e i più popolari avevano titoli esotici, come l’indimenticabile “Sandokan”, tratto dai romanzi di quel genio della scrittura che fu Emilio Salgari.

Immaginate, dunque, in questo scenario quale ventata di novità fu l’avvento nel piccolo schermo italiano dei cartoni giapponesi, il più famoso dei quali divenne subito “Goldrake” o Ufo Robot.

Ebbene, in questo 2015 per niente indimenticabile (anzi, prima finisce e meglio è, sperando che si porti via tutti i guai che ci ha propinato) Ufo Robot compie quarant’anni! Già, avete capito bene, quattro decenni. Quelli nei quali, guidato da Actarus, ha continuato a combattere con le sue “lame rotanti” e la famosa “alabarda spaziale” contro i “mostri lanciati da Vega” pronti ad invadere la Terra, i suoi nemici giurati.

E, noi che eravamo suoi fan allora e lo siamo tuttora, ancora ci stiamo chiedendo dove nascondeva i “libri di cibernetica” e dove imparava le “insalate di matematica” tanto celebrate nella sigla cantata in italiano. Quella che tutti i bambini di allora ancora ricordano a memoria e che contribuì a rendere popolarissima la serie animata prodotta dalla Toei Animation e basata su un soggetto di Gō Nagai, già autore dell’omonimo manga.

SIGLA INIZIALE

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