Tematiche etico-sociali

ELUANA: OGGI, DANTE, AVREBBE ANCORA PARLATO DEL CONTE UGOLINO?

La storia si ripete. Frase fatta ma mai calzante come il caso di Eluana Englaro. La giovane, che da 17 anni è in coma vegetativo, salvo un miracolo che purtroppo sicuramente non avverrà, morirà come Terri Schiavo Schindler il 31 marzo 2005.

I medici assicurano che non soffrirà perché il neurologo di Eluana, Carlo Alberto Defanti, che con i Professori  Gian Domenico Borasio, ordinario dell’università di Monaco di Baviera, e Antonio De Monte, primario di rianimazione della clinica friulana, hanno  predisposto uno specifico trattamento, ha dichiarato  che “c’è una semplice verità, ben nota a quanti si occupano di malati terminali: che cioè il morire per disidratazione, beninteso in pazienti con compromissione più o meno grave del cervello, è uno dei modi più dolci che si conoscano” ma aggiungendo “Non sarà mai possibile sapere se Eluana soffrirà. È infatti impossibile poter avere una certezza assoluta in questo senso. Io so se uno soffre solo se me lo racconta. Dobbiamo stare perciò a quelle che sono le evidenze scientifiche. E l’evidenza scientifica ci dice che Eluana non soffrirà”.

Immaginiamo di essere noi a dover resistere ai morsi della fame o dell’arsura per un paio di giorni, vedendo o sentendo o avvertendo la presenza di persone che ci passano vicine, che magari ci vogliono bene  ma siccome non possiamo parlare, non capiscono quello che stiamo patendo.

Cristo, sulla croce, ha sofferto la sete prima di morire.

Se Dio gli ha fatto patire questa sofferenza per riscattare i peccati del mondo, pensiamo quanto possa essere grande questo supplizio.

Ma se l’evidenza scientifica non fosse esatta? Quante affermate teorie sono state ribaltate?

Riteniamo che questo solo dubbio, debba fermare la mano di coloro che nel nome della scienza escludono tale ipotesi.

Ma non si deve nemmeno dimenticare la pena nel vedere una persona su un letto, in stato vegetativo, da oltre 17 anni.

Certamente è una scelta difficilissima per tutti perché ambedue le teorie possono essere esatte ma se parliamo di cultura della vita, se gridiamo “nessuno tocchi caino”, ancor di più dobbiamo urlare “nessuno uccida un’innocente”.

Con la sentenza del Tribunale di Milano, dovrebbero decadere i reati di “abbandono di persone incapaci” , di “omissione di soccorso” né si può parlare di “tortura” ma è indubbio che moralmente non si può applicare questa sentenza di condanna a morte!

Sarebbe allora più umano ucciderla con veleno ad effetto immediato piuttosto che farle vivere questa sofferenza.

Abbiamo avuto il permesso di intervistare telefonicamente il Sommo Poeta.

Dante ci ha dichiarato di essere felice di essere vissuto in altra epoca ed aver così parlato nella sua Divina Commedia dell’unico personaggio noto all’epoca, il conte Ugolino della Gherardesca, perché oggi avrebbe avuto grosse difficoltà con Terri Schiavo Schindler e Eluana Englaro, anche loro fatte morire di fame e sete.


 
 
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