Calcio

Serie A. Quanto contano gli allenatori?

Tre squadre del centro-sud in testa alla classifica. Merito di Spalletti, Sarri e Mourinho o di chi altro?

Roma, 10 aprile 2023 – Non era mai successo che dopo la 29ma giornata tre squadre del centro-sud comandassero la classifica a discapito delle solite tre grandi del nord.

Merito del Napoli (ormai praticamente Campione d’Italia) e delle romane, con la Lazio seconda e la Roma terza con 5 punti in meno della rivale cittadina.

Demerito della Juventus (che però paga i 15 punti di penalizzazione che le sono stati inflitti e senza i quali sarebbe seconda) e delle milanesi, che vanno sempre più a corrente alterna.

In totale Napoli, Lazio e Roma finora hanno conquistato 185 punti, di cui 74 il Napoli, 58 la Lazio e 53 la Roma.

Le tre grandi del nord, invece, ne hanno messi insieme 147, di cui 52 il Milan, 51 l’Inter e 44 la Juventus, che materialmente, però, con i 15 che le sono stati tolti ne ha conquistati 59.

Questi 15 punti farebbero salire il totale delle tre a 162, che sarebbero comunque 23 in meno di quelli totalizzati insieme da Napoli, Lazio e Roma.

Di chi sono i meriti e i demeriti di questo ribaltamento di fronte nel calcio italiano?

Molti dicono degli allenatori. Altri, invece, sostengono che a questi ultimi qui da noi si dà troppa importanza e che contano di più i calciatori.

Certo, in campo vanno questi ultimi, non chi sta in panchina. Ma noi pensiamo che i mister contino molto, diciamo un 40%-50% nel rendimento delle singole squadre.

Perché siamo convinti che Spalletti abbia molti meriti nella bella stagione che sta disputando il suo Napoli privo di stelle che gli fanno ombra e che, in passato, ha dimostrato di soffrire molto.

Perché crediamo che Sarri abbia dato un bel gioco alla Lazio, portandola a vincere anche senza il totem Immobile, che quest’anno è mancato per metà campionato.

Perché siamo pressoché certi che senza Mourinho la Roma non sarebbe là dove sta. Visto che è una squadra costruita a sua immagine e somiglianza: tosta, mai doma, brutta, sporca e anche cattiva. Ma che porta i punti a casa.

Un po’ come la Juventus di Allegri, che senza la penalizzazione sarebbe dietro al Napoli anche se tutti dicono che gioca male. Ma i punti li fa, eccome se li fa.

Mentre l’Inter si è andata via via incartando come il suo Inzaghi in panchina e il Milan ha pagato la perdita di un ottimo centrocampista come Kessie, che l’anno scorso è stato determinante nella conquista dello scudetto.

Dunque, per noi, dietro al ribaltamento di fronte momentaneo della classifica (mancano ancora 9 giornate) c’è la mano dei mister di Napoli, Lazio e Roma.

Che hanno portato le rispettive squadre a sovvertire i pronostici di inizio campionato che le davano dietro alle solite tre grandi del nord.

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