Tematiche etico-sociali

DAL MUSEO DEL SATIRO NASCE UNA CANZONE CONTRO LA MAFIA

Salvatore Azzaro da Giarratana, poeta e cantautore siciliano impegnato contro la mafia, dedica agli Amici lettori un suo pensiero e il testo di una sua canzone contro la mafia.
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Quando, un giorno, il mio caro amico Riccardo Guazzelli mi invitò al “Museo del Satiro”, nella splendida e multietnica cittadina di Mazara del Vallo, rimasi affascinato e commosso dalla grazia e dalla bellezza dell’opera.
Dopo che il mio amico, con passione ed entusiasmo, mi raccontò del ritrovamento da parte dei pescatori del luogo e mi illustrò la storia del Satiro danzante,  del suo restauro realizzato nella Capitale e della creazione del museo, subito cominciai a fantasticare su quel corpo nudo librato nell’aria, in un vorticoso passo di danza, come in assenza di gravità. Lo immaginavo addormentato, cullato dall’acqua in un secolare torpore, lì negli oscuri abissi marini dove il caso lo aveva portato. Poi immaginavo che un soffio di vento lo avesse accarezzato e dolcemente svegliato. Mi figuravo quegli occhi di alabastro che si volgevano verso il chiarore delle stelle ed il suo slancio per aggrapparsi alle reti e finalmente emergere dal mare. Vedevo nella mia fantasia, il Satiro poggiare il suo “piede nudo”  nella terra di Mazara, per riprendere il suo posto nel simposio dionisiaco.  
Mi venivano alla mente le parole del grande Pirandello “… Porto la Grecia dentro di me, il suo spirito mi conforta, mi illumina l’animo. Posso infatti, dire che, senza esserci mai stato, la conosco… di greco in Sicilia vi è molto. Vi si trovano ancora vivissimi la misura, il ritmo, l’armonia…”. Pensavo così che il Satiro era ben approdato in Sicilia, dove poteva ritrovare se stesso, la sua danza, la sua musica e la sua cultura.
All’istante mi è venuta l’ispirazione di comporre questa canzone con ritmi latini e tarantelle siciliane. Alla base di tutto il vento: dapprima un soffio dolce e delicato e poi un vortice energico e coinvolgente. Nella mia mente, infatti, un soffio di vento negli abissi del mare aveva ridato al Satiro la vita e la forza di riemergere, ed il Satiro, fattosi vento lui stesso, stava soffiando su questi luoghi, nelle strade, dentro le scuole, tra i campanili, per dare alla gente nuovo slancio per progredire e crescere.
Ho pensato al vento del Satiro come a un soffio di cultura, di pace e di fratellanza capace di scuotere  le menti e di sconfiggere così l’ipocrisia e la malvagità delle “mafie”, in Sicilia e nel mondo. L’ho concepito insomma, come un vento di rinascita che diffonde quei valori di libertà e di giustizia per i quali il padre del mio amico Riccardo ha dato la vita.
Potete ascoltare e scaricare gratuitamente la canzone dal mio sito
www.salvatoreazzaro.it
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