Tematiche etico-sociali

Basta uccidere le api

È l’appello di apicoltori e attivisti a Syngenta e Bayer

Roma, 29 apr. – (Adnkronos) – Basta uccidere api. È questo l’appello che l’alleanza europea per salvare api e agricoltura (formata da oltre 50 associazioni) ha lanciato oggi alle assemblee generali di Syngenta e Bayer per chiedere alle due società agrochimiche di ammettere le proprie responsabilità nel declino globale delle api e di non contrastare i divieti imposti a livello europeo contro gli insetticidi neonicotinoidi che le danneggiano. Rappresentanti dell’Alleanza hanno preso parte a entrambe le assemblee per chiedere conto direttamente ai presidenti delle due aziende dell’attuale crisi degli impollinatori e dell’agricoltura, mentre apicoltori e attivisti di Greenpeace hanno accolto gli azionisti distribuendo loro materiale informativo.

“È vergognoso come Syngenta, Bayer e Basf stiano cercando di convincerci che il declino delle api è causato da Varroa, malnutrizione o qualsiasi altro fattore al di fuori delle loro responsabilità. Nel frattempo, continuano a vendere pesticidi killer delle api e ad attaccare le disposizioni comunitarie a tutela degli impollinatori. Questo è un atteggiamento ipocrita, egoista e miope. È il momento di passare dalle attuali pratiche agricole intensive e dipendenti dalla chimica a sistemi compatibili con la biodiversità e l’apicoltura” dichiara Francesco Panella, presidente di BeeLife, il coordinamento apistico europeo, intervenendo all’assemblea della Syngenta.

“Le aziende agrochimiche stanno disperatamente lottando contro i divieti temporanei adottati in Europa contro i pesticidi killer delle api. Queste aziende rappresentano un modello agricolo fallimentare, dipendente dalla chimica e legato alle monocolture, che conduce alla perdita di biodiversità e di funzioni essenziali come l’impollinazione. Chiediamo a Bayer, Syngenta e Basf di ritirare il ricorso presentato contro i divieti imposti dalla Commissione europea e di ripensare il loro modello di agri-business che causa danni inaccettabili alle api e all‘ambiente” afferma Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia (http://salviamoleapi.org).

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