Spettacolo

Teatro La Cometa – “Replay-The Musical” di Fabio Ingrosso e Mauro Simone

Amori fuori sincrono

Roma, 4 ottobre – È teatro o è vita quello che si è svolto sotto l’ occhio dello spettatore? Nell’esitazione prima di una risposta c’è il senso di questo spettacolo minimalista, che si fregia di un avallo illustre, quella della Compagnia della Rancia, celebre per aver proposto in Italia il meglio dei musical targati Broadway, come anche spettacoli nazionali all’insegna del dinamismo, del buon canto e della recitazione. Stiamo parlando di una musical off, di scena al Teatro La Cometa, dove quattro giovani e motivati attori/cantanti/ballerini, Gabriele Foschi, Francesca Taverni, Elena Neri e Giorgio Camandona, danno vita a “Re-play-The Musical”, testo di Fabio Ingrosso e Mauro Simone, ingegnandosi a farci constatare che nella vita non c’è Re-play, non si possono ripercorrere gli stessi sentieri, perché il tempo intercorso fra un evento e la sua riproposizione ha cambiato segretamente le sue carte in tavola, l’unica certezza  che si può ottenere è un fuori sincrono, un’ aberrazione.

Re-play racconta l’amore, ma lo fa in modo se possibile nuovo, con una tendenza a mescolare i codici,  così che romantico e rock si trovano a coesistere. Come nella vita quotidiana, i crismi dell’amore sono snocciolati, elencati e poi risolti in varie forme:  l’amore che d’improvviso si accende irrefrenabile, un rapporto che si svuota di significati progressivamente, l’amore possessivo di un giovane uomo per la madre, farcito di sensi di colpa e di sintomi del complesso di Edipo, l’amore come appagamento fisico, superficiale che però si scava una nicchia e vola in alto, persino le mutazioni genetiche che può donare la nascita di un figlio. La scrittura a quattro mani favorisce se possibile i differenti ambiti di coniugazione del sentimento, anche se alla fine è di difficile comprensione l’evolversi delle storie raccontate, perché se il titolo replay non si può a bene vedere attribuire ai fatti della vita, lo si può egregiamente utilizzare come escamotage teatrale, qui reso dalla riproposizione di dialoghi e canzoncine che chiudono ad arco lo spettacolo, con gli attori che rivivono momenti topici affacciandosi alle due aperture poste su una scenografia essenziale di Matteo Piedi, tutta nera, dove i quattro protagonisti si muovono con ritmo ed energia sulle coreografie semplici ma di buon effetto di Marco Bebbu. Facile davvero immaginarsi una via, una camera d’albergo con un letto matrimoniale in questo allestimento geniale e povero nel contempo, come “vedere” i due cani portati al guinzaglio, la nevrotica cagnetta dell’avvocato e il saggio e pacioccone cagnone che si chiama Flash Gordon junior, come l’eroe dei fumetti che influenzano a tal punto il suo padrone Dave da farlo parlare con frasi da strip come ”Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Lo spettacolo si muove con la sua disarmante semplicità e con un ritmo cinematografico e frizzante tra canto e recitazione con le musiche che oscillano fra il pop e il rock, indulgendo spesso al mélo più romantico. Musiche e testi sono firmati da Fabio Ingrosso e Riccardo Scirè. Ma anche dove la recitazione è protagonista  questo “Re-play” mostra  appieno il suo appeal. Tutto sommato poco più di un’ora e mezza piacevole e rilassante in un contesto innovativo come quello di un musical che nasconde la sua verità e la sua ragion d’essere  proprio nell’attenzione dei presenti.

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