Spettacolo

Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Stagione 2016/17

teatro pappanoinweb 2016La musica che suona dentro

Roma, 11 aprile – Mentre si procede all’assetto interno e si studiano nuove forme di collaborazione con le più importanti Istituzioni Musicali nazionali, mentre si mettono a punto iniziative specifiche per i giovani incoraggiati al massimo a conoscere la musica classica, mentre si studiano proposte ancora più interessanti e coinvolgenti   con la messa in rete dei concerti e la formula on demand, l’attuazione di una Web arena, una novità assoluta, una visione aperta degli spettacoli che fa interagire il pubblico della rete con musicologi e li trasporta praticamente all’interno dell’orchestra che suona, parte ancora nel nome di Beethoven la stagione 2016/17 dell’Accademia di Santa Cecilia.

Dopo le nove sinfonie eseguite lo scorso anno, ecco, ad apertura di programmazione l’unica opera lirica del musicista di Bonn: Fidelio, improntata all’idea medievale dell’ostacolo da superare per giungere alla vittoria, così come a quella dell’amore salvifico che si coagula attorno al sentimento di una donna che sa persino castigare la propria identità sessuale per recuperare, dalla segreta dove è rinchiuso innocente, il marito. Un’utopia musicale che si riverbera per tutto il cartellone e diventa la motrice degli appuntamenti ceciliani.

Sempre Beethoven, che ritorna con Yefim Bronfman e il suo Concerto n.5 “Imperatore” cucito insieme alla Sinfonia n. 9 “La Grande” di Schubert. Beethoven con il concerto n.4 eseguito da Radu Lupu e Bruckner della Settima  Sinfonia sono protagonisti inoltre delle scelte del direttore musicale di Santa Cecilia. Beethoven tornerà a far capolino combinato con vari altri compositori per tutta la stagione.

Che non poteva ignorare un’altra delle tre B che accendono di mirabilia la storia della musica, Bach, suo grande amore, lungamente eseguito e ora scelto per la sua “Passione secondo Giovanni” che movimenterà orchestra e coro (lo smagliante coro di Ciro Visco) e un cast prestigioso con Lucy Crowe, Ann Hallenberg, Andrew Staples, Christian Gerhaher e Roderick Williams.

“Caro Pubblico” e un microfono al posto della bacchetta ed ecco che sir Antonio si rivolge direttamente al suo pubblico, cui ama fornire le chiavi di lettura e di ascolto di autori contemporanei. Che non potevano mancare nella programmazione e dunque, anche Richard Dubugnon, compositore franco-svizzero che fa del gioco e dell’ironia i cardini della propria poetica musicale, e che sarà illustrato con contagioso entusiasmo per il suo “Caprice Romain” op.72 n.3, presentato a Roma in prima assoluta con la pianista Yuja Wang.

Ancora un battesimo con musica d’oggi per un brano per coro e orchestra, commissione dell’Accademia al compositore lucano Pasquale Corrado che trae spunto da un libro di Deleuze su “Marcel Proust e il segni”, un lavoro che pone l’attenzione su parole, sillabe e fonemi. In palcoscenico, la pianista Mitsuko Uchida.   Pappano salirà sul podio per dirigere l’Orchestra e la violinista Janine Jansen in “Serenade after Plato’s Symposium”, di Leonard Bernstein. Molto curata nella prossima stagione, la musica nuova permetterà inoltre l’ascolto di “Senza sangue”, opera in un atto scritta da Marin Mezei ispirandosi all’omonimo romanzo di Alessandro Baricco, composta da Peter Eötvös e da lui diretta in prima italiana. E’ una storia commovente che si dipana nell’arco di decenni, in un imprecisato paese ispanico durante un periodo rivoluzionario, quando un giovane ha sparato ad un padre salvando la bambina che gli era accanto e rivolgendole uno sguardo che lei non potrà dimenticare.

In questa prossima stagione saranno presenti anche molti giovani interpreti, solisti e direttori, che si alterneranno con i grandi maestri. Ci sarà modo di conoscere così il giovane direttore venezuelano Rafael Payare, uscito dalla fucina di Antonio Abreu e già avanti nel cammino della fama, di recente è stato nominato Direttore Principale del Festival Castleton in Virginia, promosso da Lorin Maazel. Altra nuova bacchetta sul podio è quella di Jakub Hrûša, indicato come uno dei dieci direttori del futuro, attualmente direttore musicale della Filarmonica di Praga. Debutterà ancora Gustavo Gimeno, in atto direttore dell’Orchestre Philharmonique di Lussemburgo.

Fra i solisti di pianoforte debuttano in Italia il berlinese Martin Helmchen, Seon-Jin Cho, vincitore del concorso Chopin 2015 che sarà diretto da Valery Gergiev in un brano contemporaneo di Rodion Ščedrin. Il prestigioso direttore Andres Orozco Estrada dirigerà il pianista francese Bertrand Chamayou nel Concerto n.2 di Saint-Saëns, preceduto nel programma da un brano di Ligeti “Lontano”.

Debutta anche il percussionista Simone Rubino diretto da Manfred Honech in un concerto scritto da James MacMillan nel 1992, dal titolo “Veni, Veni Emmanuel”.

Fra i tanti apprezzati ritorni, si segnalano quelli di Daniel Harding per la “Resurrezione” di Mahler, di Daniele Gatti che continua l’omaggio a Schumann con “Scene dal Faust di Goethe”, Alan Gilbert e ancora Pablo Heras.-Casado, Paavo Järvi con Leonidas Kavakos al violino. Poi ancora Ton Koopman per il “Messiah” di Haendel, Vladimir Jurowski, Michel Tilson Thomas con le sorelle Labeque e ,a chiusura di stagione, l’apprezzatissimo Yuri Temirkanov, direttore onorario di Santa Cecilia con la celebre violinista Julia Fischer per il Concerto di Brahms e la Nona di Dvořák e per un programma interamente dedicato alla Russia.

Sir Antonio Pappano tornerà sul podio per una serata straordinaria dal titolo “Buon compleanno Amadeus! Gala Mozart” con Cecilia Bartoli, un evento imperdibile come molti altri. 

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