Spettacolo

Roma – Teatro dell’Opera: La stagione 2016/17

teatro opera roma11 opere liriche quasi tutte in coproduzioni, 6 balletti e 5 concerti nel ricco carniere dell’Opera.

La soddisfazione è tutta nei sorrisi del direttore artistico Alessio Vlad, che seguono a ruota il compiacimento del sovrintendente Carlo Fuortes per i risultati conseguiti dal Teatro dell’Opera durante la sua gestione. Seduta assieme a loro sul palcoscenico, godendo una vista del teatro insolita, Eleonora Abbagnato, a presentare alla stampa la prossima stagione. Per primo l’onore del trionfo è decretato ai numeri e alle percentuali che si traducono in sangue vivo ed energia finanziaria: 38% di incassi al botteghino in più nella stagione 2015/16. Un successo tanto evidente di pubblico, cui è seguito per la stagione in corso un impensabile ulteriore + 8 %. Poi, le informazioni per la prossima stagione, a cominciare dal numero degli spettacoli, ben 11 opere, scelte per accontentare i desideri del pubblico, con molto repertorio, novità e rarità, interpreti di vaglio, registi celebri, creativi da ogni dove; 6 balletti che vengono a coronare le attese del pubblico ritornato numeroso a seguire il ballo. Infine, la formula auspicata da decenni e finalmente praticata massicciamente: le coproduzioni con grandi teatri internazionali, che da un lato assicurano al teatro un posto importante sulla scena mondiale, dall’altro limitano notevolmente i costi spalmandoli su più Istituzioni, mentre con il sistema delle circuitazioni  si favorisce un dialogo culturale con altre entità liriche. Indice della maggior fiducia di cui gode l’Opera  è certamente l’aumento di sponsor privati che supportano il teatro, così come alcune associazioni, fra le quali si distingue “Roma per il Teatro dell’Opera di Roma”, creatura di Daniela Traldi. In questo clima di rinnovamento generale, persa l’aria sonnacchiosa, la platea si ritrova piena di giovani, che una intelligente politica dei prezzi induce sempre più spesso a venire a condividere questa peculiare forma d’arte. Fra le novità, la Tecnologia 3D che entra prepotente a teatro con le stampanti tridimensionali che costruiscono le scene

Il successo incoraggia il manageriato del Teatro a volare alto, a cercare di offrire spettacolo sempre più ambiziosi. Una testimonianza è data dalla scelta di aprire la prossima stagione il 27 novembre con Tristan und Isolde, affidando la direzione musicale a Daniele Gatti, artista già ben noto al pubblico romano perché scelto da Bruno Cagli, allora sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, come direttore musicale della nostra massima formazione sinfonica. Oggi, al culmine di una carriera internazione di successo, Daniele Gatti giungerà nella Capitale per il suo Wagner, un allestimento, in coproduzione con il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi (dove ha debuttato con grande esito) e il De Nationale Opera di Amsterdam, che avrà la regia del libanese Pierre Audi e sarà in scena fino all’11 dicembre. Ancora in coproduzione con Parigi e Amsterdam, il nuovo allestimento del “Trovatore” ( 28 febbraio, 10 marzo), affidato ad Alex Ollé  della Fura dels Baus ( di cui si ricorda lo straordinario allestimento per “Le Grande Macabre” di Ligeti del 2009 e la “Madame Butterfly”), diretti da Jader Bignamini. Tutta la cosiddetta “trilogia popolare di Giuseppe Verdi verrà proposta durante la prossima stagione. Al Trovatore seguirà infatti un “Rigoletto” (2. 10 dicembre)diretto dall’esordiente Michele Gamba, che permetterà di rivedere l’allestimento di Leo Muscato e, alla fine della stagione si rivedrà sul palco la “Traviata” di Valentino ( 29 ottobre . 4 novembre).

Il Metropolitan Opera di New York, l’English National Opera e il De Nationale Opera di Amsterdam sono la cordata messa insieme per una nuova produzione della “Lulu” di Alban Berg, lo straordinario spregiudicato personaggio nato dalla penna di Franz Wedekind, tratto da due suo opere “Lo spirito della terra” e “Il vaso di Pandora”, sarà affidato all’argentino Alejo Pérez. L’opera fu lasciata incompiuta da Berg alla sua morte nel 1935. Il finale fu completato dal musicologo Friedrich Cerha nel 1979 e in questa versione fu eseguita subito dopo per la prima volta da Pierre Boulez a Parigi. La ricca coproduzione che si vedrà all’opera dal 19 maggio del 2017, sarà allestita congiuntamente daWilliam Kentridge (artista sudafricano le cui installazioni sono presenti in molti musei di arte contemporanea nel mondo) e da Luc De Wit.

E’ affidato alla bacchetta esordiente di Speranza Scappucci, giovane direttrice d’orchestra già in carriera, e alla regia di Graham Vick l’elegante ironia e gli intrecci del capolavoro mozartiano “Così Fan Tutte”, parte, con “Don Giovanni” e “ Le nozze di Figaro”, della cosiddetta “Trilogia di Da Ponte”.  Mozart, dal 18 a 27 gennaio, apre praticamente la programmazione del 2017.

Ancora Donizetti sulla scena del lirico romano dal 22 marzo: “Maria Stuarda” in  coproduzione con il San Carlo di Napoli per la direzione musicale di Paolo Arrivabene e on la regia di Andrea De Rosa.

Marco Bellocchio per la prima volta si lascia sedurre da un allestimento lirico. A lui è stata affidata la regia di un capolavoro del verismo musicale, “Andrea Chénier” di Umberto Giordano, in scena a partire dal 21 aprile, per la direzione musicale di Roberto Abbado e in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia.

Ancora una coproduzione internazionale con il De Nationale Opera di Amsterdam, per “Il viaggio a Reims, originalissimo lavoro rossiniano mai rappresentato a Roma, che sarà diretto da Stefano Montanari e curato dalla regia di Damiano Michieletto, che tanto successo ha riscosso con l’allestimento del Trittico di Puccini. Il Viaggio, eseguito come Cantata nel 1825 a Parigi, è stato riportato in vita nel 1984 al ROF (Rossini Opera Festival) di Pesaro da Claudio Abbado in un memorabile allestimento con un cast stellare ineguagliabile (a partire dal 13 giugno).

L’avventura arriva sul palco del Costanzi con il raro “Fra’ Diavolo” di Daniel Auber, penultimo titolo lirico della stagione, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, diretto dal debuttante Rory Macdonald con il creativo Giorgio Barberio Corsetti che dovrà vedersela con le peripezie rocambolesche del celebre brigante laziale Michele Piazza, detto “Fra’ Diavolo” per la sua inattingibilità, cui Scribe aveva dato dignità letteraria.

 Il cartellone si completa con la ripresa di un titolo amatissimo,”Tosca” con la direzione musicale di Daniele Callegari e la regia di Alessandro Talevi, dal 14 ottobre in un allestimento che riporta in vita i bozzetti originali del 1900.

STAGIONE DI BALLETTO 2016. 2017

Il pubblico romano da qualche anno mostra un apprezzamento in più per gli spettacoli di balletto, per merito dei progressi tecnici e della qualità dei nostri  ballerini che, sotto l’attuale guida di Eleonora Abbagnato, stanno conseguendo risultati di rilievo non solo a livello nazionale. Uno dei principi che impronta l’esperienza della celebre ballerina nel portare avanti il corpo di ballo è quella di dargli l’occasione di affrontare con sempre maggior impegno i grandi classici, sempre apprezzati dal pubblico, accanto a lavori coreografici contemporanei. Perciò i 6 spettacoli proposti in  cartellone sono una miscela perfetta per un pubblico anche nuovo.

Inaugurazione domenica 18 dicembre con una ripresa da record: “Lo schiaccianoci”, titolo natalizio per eccellenza in tutto il mondo, con la colonna sonora di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la coreografiadi Giuliano Peparini. Questa produzione del Teatro dell’Opera, nata dalla visionarietà del regista e coreografo romano, ha fatto registrare il tutto esaurito lo scorso dicembre, ponendosi all’attenzione di pubblico e critica.

Il mese di dicembre si conclude con un cameo mai presentato prima al Teatro dell’Opera di Roma,Il pipistrello” (1979) dell’ineguagliabile coreografo Roland Petit. Un delizioso balletto in due atti che – animato dalle noti di  Douglas Gamley e Johan Strauss Jr. – incanta per la storia d’amore e d’amicizia, l’allegria di Maxim’s e l’umorismo raffinato. Un titolo perfetto per uno spumeggiante saluto di fine anno insieme. Si replica fino all’8 gennaio 2017.

Il mese di febbraio – dall’8 al 15 – è all’insegna di un titolo classico, “ La bella addormentata”di Čajkovskij con scene e costumi di Aldo Buti, un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, per la nuova coreografia di Jean-Guillaume Bart. LEtoile, maître e coreografo francese – dopo aver coreografato numerosi balletti tra cuiLa Source (2011) – si misura con il grande capolavoro di fine ottocento con il quale ha un legame speciale: al termine della rappresentazione  de “La bellaaddormentata” di Rudolf Nureyev, del 5 gennaio 2000, è nominato étoile all’Opéra di Parigi.

A seguire – dal 31 marzo all’8 aprile – un trittico che porta la firma del grande coreografo americano Jerome Robbins con The Concert del 1956, dell’acuto coreografo francese Angelin Preljocaj con Annonciation del 1995 e del talentuoso coreografo svedese Alexander Ekman con Cacti del 2010: tre lavori molto diversi tra di loro per una serata all’insegna della modernità. Il primo, su musica di Frédéric Chopin, è un divertissementcoreografico in cui i danzatori proprio come a un concerto si abbandonano all’ascolto e si lasciano andare alla loro immaginazione animando situazioni divertenti e giocose. Il secondo, su musica di Stéphane Roy e Antonio Vivaldi, è un duo, una lettura attenta dell’Annunciazione dal punto di vista corporeo, tema poco affrontato in ambito coreografico. Il terzo – su musica di Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert e Gustav Mahler– è un brioso gioco tra 16 ballerini e 4 musicisti in scena che creano insieme il ritmo della loro danza, interrogandosi parodisticamente sugli eccessi di questa forma d’arte. I tre titoli sono danzati al Teatro dell’Opera di Roma per la prima volta.

La stagione di balletto 2016/17, dopo la pausa estiva, riprende nel mese di settembre con un doppio appuntamento: l’imperdibile “Soirée Roland Petit”, dall’8 al 13, e la ripresa dell’emozionante “Giselle” di Patricia Ruanne, dal 20 al 24.

ESPERIENZE CONTEMPORANEE ALL’OPERA

A maggio andrà in scena la seconda edizione del Fast Forward Festival curato da Giorgio Battistelli, direttore artistico per la Contemporanea e la Sinfonica che, come nell’edizione appena terminata, proporrà in vari spazi e istituzioni culturali romane, una serie di spettacoli di teatro musicale e strumentale, una produzione dai confini non ben definiti, come è tipico di tanta parte dell’arte contemporanea, ma che anzi si arricchisce e si definisce proprio per questa sua ambiguità. Linguaggi diversi legati al suono, alla parola, al corpo, al segno daranno testimonianza della grande vivacità creativa del nostro tempo. Molti degli artisti, compositori ed esecutori che interverranno al Festival, si presteranno anche a incontrare il pubblico, per fornire suggerimenti o utili provocazioni.

Ancora a cura di Giorgio Battistelli, una nuova serie di concerti sinfonici “Specchi del tempo” in ciascuno dei quali una composizione del passato verrà messa a confronto con una del Novecento storico e una contemporanea: molti i nomi dei direttori coinvolti fra cui George Pehlivanian, Ingo Metzmacher, Giovanni Sollima (anche come violoncellista), Daniel Smith e Peter Rundel. Tutti i concerti saranno introdotti da Stefano Catucci.

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