Spettacolo

Nasce Atlantide 2.0.2.1. Il primo contenitore indipendente abitato da artisti della scena e delle arti contemporanee

Riproporsi artisticamente 

Roma, 23 febbraio 2021 – A un anno dalla chiusura dei teatri, nasce “Atlantide 2.0.2.1.”, contenitore indipendente abitato da artisti della scena e delle arti contemporanee.
Atlantide è l’ottavo continente (continente dal latino “continere”= tenere insieme) che raccoglie e tiene insieme artisti della scena contemporanea, che rivendicano la possibilità del ritrovarsi finalmente nell’azione creativa e in una comunità artistica autentica che sia in relazione con se stessa e con il pubblico, anche se virtuale, dopo tanti mesi di separazione. Non una proposta culturale, quanto piuttosto un imprevisto culturale per stimolare vitalità, gioia, creatività, interazione, e provare a riconsegnare al pubblico il ruolo di spettatore e testimone, non solo “cliente”, ridando forza e credibilità alle parole svuotate, inflazionate e fraintese.
Non solo intrattenimento e conforto , ma soprattutto trasformazione.
Un progetto inedito, che intende ‘Il Teatro’ come luogo in cui è possibile “trasformarsi” attraverso la conoscenza dell’altro, in cui sarà possibile esplorare più da vicino questo territorio artistico, incontrare i suoi abitanti, riflettere e confrontarsi, a partire da un interrogativo che è stato, ed è, alla base dei processi creativi di Atlantide: Dov’è il teatro oggi?
Il continente “Atlantide” è abitato da circa trenta artisti, di formazione diversa, provenienti da tutta Italia, ognuno dei quali ha ideato un proprio progetto al quale sta lavorando da solo o coinvolgendo altri colleghi.
Ogni progetto avrà come obiettivo la propria vitalità e la restituzione pubblica sarà intesa come opportunità per gli artisti coinvolti di condividere in questo tempo sospeso parti del processo creativo tramite i mezzi ora possibili, ovvero con debutto online, attendendo la presenza.
Uno stimolo per ri-comprendere, ripensare agli strumenti che si hanno a disposizione per potersi esprimere.
Sono previste sessioni di studio, reportage di prove, restituzioni in forma di video o podcast, radiodrammi, docuserie: nulla è escluso per costruire nuove ipotesi di drammaturgia,
ri-scrittura e di rappresentazione.
Un contenitore di lavori che differiscono ampiamente fra loro per forma, tematiche, contenuto e complessità.
Una comunità variegata di artisti che hanno modo di confrontarsi, conoscersi, aiutarsi, creare sinergie e sentirsi vicini seppur da lontano.
Non esistevamo come comunità già prima di questa rottura e il contesto culturale, ovvero la possibilità di essere in relazione era già fortemente compromessa” .- annota Elena Arvigo, ideatrice e coordinatrice artistica del progetto.
Le occasioni di salvezza possono avvenire attraverso l’unica via possibile, ovvero nella relazione, nel confronto con gli altri , tenere un dialogo non “stregato “ dalla paura di sparire. L’unica possibilità è solo insieme agli altri .
Atlantide vorrebbe abbozzare una filosofia del risveglio e vorrebbe farlo proponendo agli artisti la possibilità di studiare insieme per comprendere come ci ha trasformato questo tempo e come poter tornare in scena. La preoccupazione per il pubblico è stata fin da subito la prima urgenza. Creare offerte, Intrattenere, confortare. La necessità è quella di uscire dalla dinamica dell’ esibizione , fare un passo indietro e ri-crearsi.
Atlantide 2.0.2.1.” nasce in seguito alle riflessioni e agli smarrimenti condivisi in questo periodo.
Un continente ideale composto da tanti stati autonomi e indipendenti, ciascuno con una identità precisa e ben distinta, una propria storia, tradizioni e innovazioni, da attraversare e scoprire, passo dopo passo, tappa dopo tappa.
Gli artisti da un mese hanno iniziato a lavorare ai singoli progetti, i quali saranno restituiti agli spettatori in vari appuntamenti online, in diverse modalità, video e podcast, a partire da marzo.
Accanto a loro coesiste il piccolo continente di “Atlantide Lab”, un laboratorio di giovani studenti di recitazione che si affacciano come uditori, ma anche come parte attiva dei vari progetti che hanno deciso di coinvolgerli e ospitarli.
In contemporanea, la sceneggiatrice e regista Cristina Perico sta realizzando un documentario che fotografa in divenire, la realtà, l’universo di Atlantide nella sua essenza e totalità.
Una testimonianza concreta di dove siano il teatro e gli attori in questo momento.

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