Accademia Nazionale di Santa Cecilia –  Mirga Gražinytė-Tyla dirige il pianista Francesco Piemontesi

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(Mirga Gražinytė-Tyla-santa-cecilia)

Il mare e il canto degli uccelli

Roma, 10 maggio 2018 – Due debutti e una celebrazione nel programma settimanale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Si  commemorano i 100 anni dalla morte di Claude Debussy, compositore che contribuì a svincolare dalle strettoie delle forme tradizionali la musica: dalla concezione dialettica  che aveva improntato il sinfonismo classico e romantico, alla melodia  che nelle sue opere si esprime in brevi momenti, all’armonia che diventa determinante nella costruzione musicale con la nuova  importanza attribuita alla timbrica che suscita nell’orchestra una tavolozza di colori e di sfumature. Per l’occasione due momenti compositivi importanti della produzione debussiana  come i Preludi e il poema sinfonico “La mer” sono stati affidati alla giovane lituana Mirga Gražinytė-Tyla, un talento della direzione d’orchestra che sta scalando le vette dello star system, collezionando alcuni record, come quello della prima donna a essere stata nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra.

Arriva per la prima volta a Santa Cecilia, anche per inaugurare Flux, il Festival Lituano delle Arti in occasione delle celebrazioni del centenario della Repubblica della Lituania, proclamata  il 16 febbraio del 1918. Forte di un bel pancione in avanzato stato gravidico, la Gražinytė-Tyla  ha messo la sua energia ed entusiasmo, come anche la dolcezza armoniosa del gesto al servizio di un programma bello e curato che ha il punto di forza nei due momenti destinati a Debussy, a 4 dei Preludi, della raccolta di 24 brani composti  fra il 1909 e il 1912 per pianoforte che traggono ispirazione dalla terra, dal mare, all’aria, la Spagna, l’Italia, dove soggiornò a lungo, l’estremo Oriente, ma anche al mondo onirico e favolistico delle fate, dei folletti: temi assai cari alla sua poetica. Tutti i Preludi sono stati poi orchestrati dal compositore Colin Matthews. Sono stati eseguiti : “Minstrels”, brano assai vivace che rievoca il mondo dei Music-hall americani con intento comico e che è tutto un tripudio di percussioni, trombe e clarinetti; “La puerta del vino” sembra respirare le atmosfere della Carmen di Bizet,  con l’appassionata melodia dei violoncelli, “Général Lavine-eccentric” è una pantomima ispirata ad un personaggio del circo Medrano, mentre l’ultimo pezzo, “La Cathédral engloutie”, richiama i suoni dell’organo e la leggenda della cattedrale sorta dal mare e dove poi risprofonda fra i suoni vibranti delle percussioni in grande spolvero.

“La Mer” (tre schizzi sinfonici) è l’altro celebre brano di Debussy in programma. L’arte di Debussy ha fotografato musicalmente con una straordinaria ricchezza di colori “Dall’alba a mezzogiorno sul mare” , il “Giuoco delle onde” e  il  “Dialogo del vento e del mare”. Quel che si ascolta è una tavolozza pittorica che spazia su ogni possibile combinazione con un Finale poderoso ben colto dall’Orchestra ceciliana sotto la guida empatica della direttrice.

 

A completamento del programma il Concerto K595 per pianoforte e Orchestra composto da Mozart meno di un anno prima della morte dal tono vagamente malinconico e dolente, con intonazioni di mestizia quasi presaghi, ma anche con sprazzi di lirismo gioioso e di serenità.

Sulla tastiera, lo svizzero italiano Francesco Piemontesi, al suo debutto a Santa Cecilia. Vincitore di premi prestigiosi, l’artista si è fatto spazio nel mondo delle celebrity del pianismo internazionale. Specialista delle opere di Amadeus, Piemontesi ha fatto ottimi exploit con le più importanti orchestre sinfoniche mondiali ed ha collaborato con direttori quali Zubin Mehta, Yuri Temirkanov, Dutoit e tanti altri.

La sua interpretazione ha suscitato molto entusiasmo ripagato poi con due bis. L’ultimo brano in programma è “Un sourire”, un divertissement composto da Olivier Messiaen nel 1989 in vista del secondo centenario della morte di Mozart, dove sono riprodotti i suoni e i canti degli uccelli del bosco, motivo ispiratore di altre composizioni (“Réveil des oiseaux”, “Oiseaux esotiques”), tanto caro al musicista che era anche un noto e appassionato ornitologo.

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