Scienza

Con soli 473 geni, “costruito” in laboratorio il primo batterio che avvicina la vita sintetica

batterio sintetico dna syn 3 0batterio sintetico con Dna minimo per sopravvivenza (fonte: C. Bickel / Science, 2016)

Roma, 24 marzo, ore 19:24 – Sulla rivista “Science”, riportata la costruzione del primo batterio sintetico con il Dna minimo per sopravvivere che ci avvicina così alla “vita sintetica”.

La sensazionale scoperta è stata realizzata negli Stati Uniti, nell’istituto  “Craig Venter Institute”, dal nome del suo fondatore, Craig Venter, lo scienziato che dal 1995 lavora per costruire la vita in laboratorio

I ricercatori, guidati da Clyde Hutchinson, hanno lavorato partendo dal principio che “ogni genoma contiene le istruzioni per le funzioni universali comuni a tutte le forme di vita”.  che ha permesso loro, dopo il risultato ottenuto all’inizio degli anni  2000,   il Mycoplasma mycoides, o SYn 1.0, nella versione sintetica ottenuta nel 2010.

Diviso il suo Dna, composto da 901 geni, in otto sezioni, hanno scomposto il Dna in centinaia di mosaici, etichettandole, e togliendo le varie funzioni non essenziali alla vita fino a raggiungere l’obiettivo degli elementi indispensabili per il programma base della vita, la cellula denominata Syn 3.0, costituita da appena 473 geni, ognuno dei quali svolge  la sua funzione indispensabile alla vita.

Il risultato apre anche la strada alle prime applicazioni della vita artificiale innestando specifiche funzioni per ottenere batteri con specializzazioni particolari, come produrre biocarburanti o bonificare terreni e acque contaminati.

Ma anche la possibilità di costruire un uomo completamente nuovo… Non saremo già noi degli alieni?

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