IL CNR OSPITA IL G8 DEGLI ENTI DI RICERCA 2009

La ricerca scientifica, e la scienza in generale, come antidoto per superare l’attuale crisi economica mondiale. 


E’ questa la sfida che i rappresentanti delle principali istituzioni scientifiche delle nazioni del G8 lanceranno alla politica da Venezia, dove sono riuniti per il G8 HORCS 2009. Padrone di casa è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il maggiore Ente di ricerca italiano, che ha invitato in laguna i Centri omologhi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti.

Appuntamento alla Fondazione Giorgio Cini e a Ca’ Duodo. Interverranno:  Dr.ssa Suzanne Fortier, presidente del Natural Science and Engineering Research Council (Canada) Dr. Pierre Coulombe, presidente del National Research Council (Canada) Prof. Arnold Migus, direttore generale del Centre National de Recherche Scientifique (CNRS) (Francia) Prof. Dr. Matthias Kleiner, presidente della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), la German Research Foundation (Germania) Prof. Peter Gruss, presidente della Max Planck Society (Germania) Prof. Motoyuki Ono, presidente della Japan Society for the Promotion of Science (JSPS) (Giappone) Sir Leszek Borysiewicz, direttore generale del Medical Research Council (Gran Bretagna) Prof. Luciano Maiani, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) (Italia) Dr. Vladislav Panchenko, presidente della Russian Foundation for Basic Research (RFBR) (Russia) Dr. Arden L. Bement, direttore della National Science Foundation (USA).

L’incontro dei vertici della ricerca precede di poco il G8 governativo dedicato alla scienza, e rappresenta la tappa imprescindibile per fare il punto su quanto è stato fatto, ma anche per discutere delle questioni ancora aperte. 

Tra i temi sul tavolo, la cooperazione multilaterale nel campo della ricerca e l’importanza di questo settore per il progresso dei Paesi in via di sviluppo; l’internazionalizzazione della scienza e le modalità di reperimento dei Fondi per i programmi globali; la necessaria alleanza globale per far fronte alle malattie che non hanno più confini.  

Gli scienziati dei Paesi del G8 non affronteranno però solo il sistema globale della ricerca, ma guarderanno un po’ anche a “casa propria” illustrando il rapporto tra università e industria, alla luce delle nuove dinamiche dell’economia nei rispettivi Paesi.

Si parlerà inoltre di condivisione dei dati scientifici, non dimenticando la contestuale necessità della loro protezione; si rifletterà sulle potenzialità di una maggiore capacità manageriale dei ricercatori, per facilitare la trasformazione dei risultati scientifici in valore e ricchezza. Quindi, i “grandi” della ricerca verificheranno il ruolo delle Agenzie nazionali e analizzeranno la possibilità di aprire l’attuale G8 ad altre nazioni.

La discussione, com’è tradizione in questi casi, avverrà rigorosamente a porte chiuse.  “Quest’anno abbiamo deciso di dedicare particolare attenzione al valore della ricerca per uscire dall’attuale crisi”, spiega il presidente del CNR, Luciano Maiani.

“Il recente andamento dell’economia oggi insegna che di fronte alla vulnerabilità della finanza e delle produzioni tradizionali, le nuove tecnologie, l’innovazione, la conoscenza possono offrire invece soluzioni ben più sicure e vantaggiose. Senza contare che una delle grandi sfide del prossimo futuro, quella energetica, non potrà che trovare risposte dal progresso della ricerca”.

 
 
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