Scienza

I rimedi di Bach

In molti sostengono che l’ansia sia la malattia del secolo.


Il problema, però, è che si tratta di un termine ormai abusato, con il quale si indicano spesso molteplici e diversificati sentimenti.

Chi non ha, almeno per una volta nella vita, sperimentato l’ansia, se con ansia si intende il sentimento di angoscia, come di insofferenza, di fobia come di semplice apprensione per eventi, reali o presunti, accaduti a sé o ad altri?

Vero è che in alcuni soggetti il malessere è tanto accentuato e frequente da assumere la forma di una vera e propria sindrome, che necessita di un’attenta valutazione e terapia.

Ma quando il disturbo si presenta in forma sporadica e isolata, diversi sono coloro i quali ricorrono a rimedi alternativi e di autocura, quali tisane, prodotti fitoterapici o omeopatici.

Assai diffuso, in questo campo, è il ricorso ai cosiddetti rimedi di Bach, un estratto a base di ippocastano rosso, utilizzato per svariati disturbi dell’umore e della personalità.

L’uso dei cosiddetti “fiori di Bach” si è diffuso estesamente a partire dagli anni ’30, periodo in cui lo scienziato che ne fu lo scopritore, Edward Bach, identificò e caratterizzò circa 38 diversi tipi di rimedi.

Sono svariati i sentimenti e/o disturbi per i quali sono indicati e sulla cui base sono peraltro classificati: rimedi per la solitudine, rimedi per chi è iper-influenzabile e sensibile, rimedi per sconforto e scoraggiamento, per l’eccessiva cura del benessere degli altri, rimedi per la paura e rimedi per l’incertezza.

Si possono inoltre distinguere i cosiddetti “rimedi di tipo”, che sono in relazione con il tipo caratteristico di personalità, e i “rimedi di aiuto”, ovvero da ricollegare allo stato transitorio della psiche.

Sotto l’aspetto legale, è interessante notare che, in Inghilterra, i rimedi di Bach sono classificati come prodotti omeopatici, benché il processo di estrazione con cui sono fabbricati non abbia nulla a che vedere con le tecniche di diluizione e dinamizzazione proprie dei prodotti omeopatici. In Italia la situazione non è altrettanto chiara, anche se dovrebbero essere considerati prodotti fitoterapici.

Quello che è importante ricordare è che, pur non trattandosi di farmaci, intesi nella definizione propria del termine, i rimedi di Bach potrebbero comunque modificare alcune funzioni dell’organismo e, pertanto, è sempre bene sentire il parere del proprio medico prima di assumerli, specie se si soffre di particolari problemi di salute, si allatta o si è in gravidanza. 

 
 
 
 
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