Scienza

Sperimentata la prima rete di cervelli ‘vivi’

topi cavieL’esperimento condotto sia su due scimmie che su 4 topi

Roma, 09 luglio (ansa) Realizzate per la prima volta delle reti di cervelli ‘vivi’: potrebbe essere sempre più vicino il sogno di riuscire a controllare con il pensiero una macchina. Le ricerche che hanno portato a queste conclusioni sono due, entrambe guidate da Miguel Nicolelis della Duke University e pubblicate sulla rivista Scientific Report. I due esperimenti sono stati creati collegando tra loro i cervelli di quattro topi e due scimmie: hanno permesso a quelli dei primi di essere ‘telepatici’ e ai secondi di cooperare. 

L’esperimento apre le porte alla nascita dei computer organici e allo sviluppo di nuove tecniche per la riabilitazione per superare danni neuro-motori. Come riuscire a controllare un esoscheletro o sfruttare le incredibili capacità di elaborazione di un cervello ‘vivo’ e condividere in modo ‘telepatico’ le proprie idee con altre persone. 

Un primo passo in questa direzione arriva proprio dai due esperimenti di Nicolelis, già autore di alcuni test di ‘telepatia’ tra topi e noto al grande pubblico per aver reso possibile ad un paraplegico di battere il calcio di inizio di una partita ai mondiali brasiliani del 2014 grazie a un esoscheletro controllato dal cervello. 

Nello specifico, entrambi gli esperimenti hanno avuto l’obiettivo di coordinare l’attività di due o più cervelli. Nel primo caso i ricercatori hanno collegato il cervello di due macachi per spostare con il pensiero il braccio di un loro avatar, visibile sul display di un computer. 

Il secondo esperimento è stato invece condotto su quattro topi, cui erano stati inseriti degli elettrodi capaci di leggere l’attività di singoli neuroni e inviare al cervello i dati provenienti dagli altri topi. Tutto questo ha permesso ai topi di ‘pensare’ ‘all’unisono’, generando gli stessi tipi di impulsi neurali. Attraverso gli elettrodi i ratti sono riusciti a scambiarsi e condividere gli impulsi, in una sorta di esperimento di telepatia. 

Anche se si tratta di lavori ancora pioneristici, entrambi potrebbero essere pietre miliari nello sviluppo delle future tecnologie per il controllo cerebrale delle macchine.

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