Scienza

In Cina, in collaborazione con l’Italia, nasce la costruzione di Juno, cacciatore di neutrini

Studierà il comportamento delle particelle più sfuggenti dell’universo

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(Progetto del laboratorio che ospiterà il rivelatore Juno) (fonte: INFN)

Cina, 13 gennaio – (ansa) Avviati ieri  i lavori per la costruzione di Juno, il gigantesco ‘cacciatore’ sotterraneo delle particelle più sfuggenti dell’universo, i neutrini. Il progetto nasce grazie alla collaborazione con l’Italia, attraverso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Juno (Jiangmen Underground Neutrino Observatory) si basa infatti su una tecnologia analoga a quella utilizzata in Italia dall’esperimento Borexino, presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn.

La cerimonia che segna l’inizio della costruzione si è svolta nella città cinese di Jiangmen, con la partecipazione di almeno 300 ricercatori di 45 laboratori di 9 Paesi. Il rivelatore si affianca così agli altri grandi cacciatori dei neutrini attivi nel mondo: il giapponese Hyper-Kamiokande, l’americano Lbnf del Fermilab (al quale partecipa l’Infn), oltre all’italiano Borexino. Obiettivo di Juno è studiare il fenomeno della cosiddetta “oscillazione” dei neutrini, ossia la capacità di queste particelle di cambiare identità, per cui ciascuno dei tre tipi di neutrini esistenti si trasforma in uno degli altri due tipi. Secondo il programma, Juno dovrebbe cominciare a registrare i primi dati nel 2020 e funzionare per 20 anni.

“Si tratta di un esperimento ambizioso e molto difficile, che ci permetterà di misurare un parametro cruciale della fisica del neutrino: il modo in cui la natura ne ha ordinato le masse”, commenta il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni.

 

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