Una devastante valanga sta per sommergere la Lega di Salvini

Roma, 02 settembre 2018 – Il vecchio adagio ama sempre ricordare ai comuni mortali, che “Senza soldi non si canta messa” e ne siamo pienamente consapevoli ed essenzialmente d’accordo.

La ragione va ricercata  nel fatto che viviamo in quest’era moderna in cui è sempre più facile smascherare i cialtroni ed indicarli al ludibrio dell’umana gente.

Come ormai molti sapranno, il giorno 5 di questo mese ci sarà la sentenza del Tribunale del riesame di Genova che dovrà pronunciarsi sul sequestro dell’intero patrimonio della Lega Padana dopo la condanna di Umberto Bossi (ex segretario) per il reato di truffa (56 milioni di euro) ai danni dello Stato.

Il timore  che aleggia negli ambienti leghisti, è rappresentato dalla possibilità che,  non solo la sentenza possa essere confermata, ma che addirittura investa l’intero patrimonio del partito compresi i conti correnti delle strutture regionali e provinciali.

È fin troppo chiaro che senza alcuna risorsa economica, il partito di Salvini  sparirebbe dalla circolazione con pesanti ripercussioni anche sul governo “giallo-verde”.

Se ne deduce, quindi, che Salvini ed i suoi più diretti collaboratori dovranno formare un nuovo partito che, però, nonostante la straordinaria popolarità ed i larghi consensi, non potrà prescindere dalla collaborazione col centro-destra.

Paradossalmente, tuttavia, tracimano delle vere (o fittizie) perplessità  tra i “Fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni e nello stesso partito di Berlusconi, al quale tutto si può negare, tranne la sua  lungimiranza e la convenienza politica.

Qualcuno ipotizza possibile crisi di governo ed elezioni generali in tempi brevi, ma la maggioranza degli osservatori più qualificati ritiene prematura una soluzione di questo genere.

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