Tutti contro tutti


Roma, 24 gennaio – Quanto sta accadendo nei palazzi della politica, mostra un qualcosa di surreale e stravagante destinato a complicare anche gli sforzi dei posteri che dovranno decifrarne e capirne le cause e gli effetti di certi comportamenti  individuali e collettivi di tutti i rappresentanti dei partiti presenti in Parlamento.

La miniscissione all’interno del PD, si è, di fatto, già consumata in un clima di polemiche e di inaudite contrapposizioni, destinate a pesare molto sulle scelte politiche e programmatiche del governo attualmente in carica.

La stessa “fronda” anche se più contenuta ed assai meglio mascherata, sta scuotendo il partito di Berlusconi, Forza Italia, che rischia di non rispettare i patti del “Nazareno” con grande pregiudizio per la credibilità dell’ex cavaliere e per i risvolti negativi sull’attuazione delle riforme programmate e concordate.

Ad onor del vero, nessuno immaginava fossero in tanti, e così determinati, gli oppositori di Renzi all’interno del suo partito, arrivando a votare contro un provvedimento così importante,come la legge elettorale, proposta e sostenuta ad oltranza dal loro stesso premier.

È assai verosimile che si tratti di una rarissima occasione in cui un governo rischia di essere impallinato ed abbattuto dal “fuoco amico”.

E’ ancora presto per indicare i vinti ed i vincitori, ma lo spettacolo offerto agli italiani ed ai nostri partner europei è a dir poco deprimente e sconcertante.

Per onestà intellettuale e per amore della verità, dobbiamo anche ammettere che “se Atene piange, Sparta certamente non ride” perché “Forza Italia”, sebbene abbia contribuito in misura determinante a salvare la faccia al Presidente del Consiglio ed all’intero governo, ha accentuato l’imbarazzo ed i malumori all’interno del PD con conseguenze al momento imprevedibili.

In effetti oggi, volenti o nolenti, si deve riconoscere che la maggioranza che ha dato la fiducia al governo in carica, è cambiata e per realizzare le riforme più importanti occorre ora il consenso del partito di Berlusconi.

E pensare che fino a non molto tempo fa, diversi commentatori e rappresentanti dell’opinione pubblica esultavano per l’accantonamento dell’ex premier convinti, com’erano, che dopo un ventennio di berlusconismo, si poteva veramente smettere di parlare ancora di lui, mentre i fatti dimostrano che in queste ultime settimane se ne sta parlando più di prima.

Il quadro di assieme degli attuali schieramenti  presenti dentro e fuori dal Parlamento, evidenzia molte più ombre che luci e si ha quasi netta la sensazione che tutti siano contro tutti.

A complicare ulteriormente la vicenda si inserisce l’elezione del nuovo capo dello Stato che offrirà il pretesto ai delusi ed amareggiati, di ordire vendette e rappresaglie di ogni genere facilmente mascherate dal previsto voto segreto.

Se ne deduce che allo stato attuale delle cose, nessuno è veramente in grado di prevedere come e quando l’attuale impasse verrà superata.

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