Politica

Renzi da Mattarella. Dimissioni dopo la manovra

renzi quirinale autoForza Italia dice NO
Roma, 5 dicembre 2016 – Matteo Renzi, come aveva annunciato questa notte da Palazzo Chigi subito dopo i primi risultati che davano uno scarto di 20 punti sull’esito referendario, si è recato al Quirinale dal Presidente della Republica Mattarella, ma non una bensì due volte. Una prima volta stamane alle 11 per un incontro durato circa un’ora.  Questa volta, in ballo è la poltrona di Renzi, che aveva voluto ed imposto al Parlamento quale successore di Napolitano, proprio Sergio Mattarella a cui rassegna le dimissioni.
Alle 14.08, via twitter, Renzi scrive “Mille giorni difficili ma belli. Grazie a tutti, via l’Italia”
facendo seguire le  slide dei provvedimenti approvati dal suo governo.
Alle 16.46,  la Direzione Pd comunica che si riunirà alle ore 15 di mercoledì, per l’analisi della situazione politica.
Alle 18.30, Renzi incontra il suo governo, ai quali conferma la volontà di dimettersi ma già subito si chiarisce che  prima dovrà essere approvata la legge di stabilità. Forse già in settimana.
Ore 19.08, Renzi ritorna al Quirinale dove, fanno sapere che, tenuto conto della necessità di approvare la legge di bilancio onde scongiurare il ricorso all’esercizio provvisorio, è stato chiesto al Presidente del Consiglio di “soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento”, provvedimento che – volendo ed evitando proposte di modifica – potrebbe essere approvato dal Senato entro venerdì.
Nel frattempo, Forza Italia si dichiara contraria a questa, non chiara, manovra.
Ora, con l’arrivo dello tsunami politico,  quale sarà la mossa dei votati dalla destra e passati a sinistra? Troveranno posto nelle già ridotte file Pd o verranno scacciati come appestati che fregano il posto in ospedale?
O la destra ha talmente necessità di rinforzi, da tapparsi il naso e ricandidarli, correndo il rischio che gli elettori si rivolgono ad altri partiti?
Le indicazioni fornite da Prodi non hanno portato eccessiva fortuna ai destinatari della raccomandazione, proprio come  il presidente americano Obama con la Clinton…
Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni ma tenendo ben presente che gli elettori non si fanno   più condizionare dai “politici di professione”, che si potrebbe tradurre “da quelli che non hanno mai lavorato, vivendo dello stipendio pagato da chi  lavora  per loro”…
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