Politica

L’Italia condannata per “la macelleria messicana”, come definita da un funzionario di Polizia…

diazRoma, 8 aprile – Su ” il Fatto Quotidiano” leggiamo del blitz della Polizia alla scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, che “deve essere qualificato come tortura”. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia non solo per quanto commesso nei confronti di uno dei manifestanti, ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. La Corte ha dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 della Convenzione: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. Il ricorso è stato presentato da Arnaldo Cestaro, 62enne all’epoca del pestaggio, militante vicentino di Rifondazione Comunista che dalla Diaz uscì con fratture a braccia, gambe e costole che hanno richiesto numerosi interventi chirurgici negli anni successivi. La Corte ha stabilito che “lo Stato dovrà risarcire alla vittima 45mila euro per danni morali”.

La notte del 21 luglio 2001, quando sia il vertice dei “Grandi della Terra” che le manifestazioni di protesta erano terminate, diverse decine di Agenti della Polizia di Stato fecero irruzione nel complesso scolastico Diaz-Pertini, che era diventato un dormitorio per i cosiddetti “no global” radunatisi a Genova per contestare il G8.

Su 93 persone arrestate, con l’accusa di appartenere ai “black bloc” protagonisti degli scontri più duri delle due giornate precedenti, oltre 60 rimasero ferite nel pestaggio seguito all’irruzione, di cui almeno due in modo grave. La posizione dei 93 fu poi archiviata dalla Procura di Genova nel 2003, mentre il processo contro Dirigenti e Agenti protagonisti dell’irruzione è terminato in Cassazione nel 2012 con 25 condanne. Il processo ha documentato che la Polizia costruì prove false per incastrare i manifestanti, a cominciare da due bottiglie molotov portate nella scuola dagli stessi poliziotti e poi esibite alla stampa tra gli oggetti sequestrati, a riprova della pericolosità degli arrestati.

Facciamo ora un passo indietro per ricordare, come già altre volte scritto su questa testata, che le Forze dell’ Ordine, dal dopo guerra in poi (cito, tra i vari numerosi episodi, l’attentato a Togliatti, nel ’48 e i fatti del luglio 1960, quando per i gravi disordini cadde il Governo Tambroni), sono state l’unico presidio di legalità a tutela dei Cittadini. Con il loro comportamento fermo, vigile e consapevole, sotto la guida di Dirigenti di altissimo livello professionale, hanno evitato più volte l’insorgere di situazioni che avrebbero potuto essere molto più gravi.

Ma questa azione di tutela dei cittadini si è verificata, in particolare, durante il cosiddetto  “Autunno caldo”, a fine anni ’60, ma soprattutto nella seconda metà degli anni ’70, nel fronteggiare veri prodromi di guerra civile attuata con precise tecniche di guerriglia urbana armata.

Quindi, a ben ragione, possiamo affermare che la più grave carenza di gestione dell’Ordine Pubblico si è avuta, come noto, a Genova, nei fatti suesposti di luglio 2001, sia per difetto di valutazione generale e pianificazione, sia soprattutto per l’improvvido episodio della “macelleria messicana” della scuola Diaz…. intervento tardivo che comunque, se da attuare, andava condotto non già con giovani agenti già impiegati negli scontri della mattina…e quindi provati e forse anche esasperati….ma con forze territoriali mature (Digos, Squadre Mobili, Militari dei Reparti Operativi e Stazioni dell’Arma), certamente più moderate e consapevoli, ma non per questo meno efficaci all’occorrenza.

Con tutto il rispetto per il giovane manifestante deceduto in quella circostanza, Carlo Giuliani, va detto senza se e senza ma che l’unico episodio di autentica affermazione della Legge in quei tragici giorni è stato quello dell’uso legittimo delle armi da parte del Carabiniere Placanica, attuato in pieno stato di necessità, come anche sentenziato dalla Magistratura!

Concludendo, i gravi perturbamenti dell’ ordine pubblico, soprattutto quando si verificano perdite di vite umane, sia da parte di dimostranti che di elementi della Forza Pubblica, lasciano l’amaro in bocca, facendo meditare, con ovvi spunti di riflessione, anche a posteriori! Una lezione attuale, quindi, quella di Genova 2001, soprattutto oggi per i possibili incidenti per conflitti sociali a causa della gravissima crisi economica.

La Politica mediti…e intervenga….!

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