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Elezioni politiche 2018. Berlusconi riabilitato, allunga i tempi di prova per il Governo. Quale è il vero obiettivo?

Roma, 15 maggio 2018 – A 71 giorni  dalle elezioni politiche 2018, l’Italia è ancora senza un suo autonomo Governo.

Il presidente della Repubblica, dopo i previsti vari balletti di consultazioni, omettendo di dare l’incarico alla coalizione di centrodestra risultata vincente, ha finto di consentire al Movimento 5 Stelle (partito da solo con maggior numero di elettori ma non  sufficientemente vincente) di raggiungere un accordo con la Lega (maggior numero di lettori nella coalizione di centrodestra) ben sapendo l’improponibilità di accordo fra Di Maio e Salvini, quest’ultimo anche  indigesto a Mattarella tanto da vietargli alcuni ministeri e quindi limitando in partenza la volontà popolare.

Il vero scopo? Non raggiungendo l’accordo, viene giustificata la nomina dell’ennesimo governo del Presidente.

Dopo aver concesso l’ulteriore proroga per “raggiungere l’accordo per il contratto”, ieri Di Maio e Salvini, come da previsioni,  sono andati separatamente al Quirinale dal presidente Mattarella a presentare aria fritta, chiedendo ulteriore tempo per raggiungere un “contratto” di programma ed il nome di un probabile Presidente del Consiglio.

Il tutto, ovviamente previo non il benestare del presente della Repubblica, unico ad essere deputato a ciò, ma al numero dei “cliccanti” sulla piattaforma del Movimendo 5 Stelle…(!)

Ma, con l’attesa, è  nato un problema…

Nonostante “l’aiutino” europeo del congelamento del ricorso di Berlusconi sull’assurda applicazione della legge Severino che lo aveva cacciato dalla politica e che gli aveva impedito la candidatura, il Tribunale di Milano – applicando la legge – lo ha riabilitato fuori tempo per il 4 marzo ma ancora in tempo… perché se si ritorna al voto, bisogna inventarsi qualcos’altro per tenere lontano da un seggio l’ex cavaliere.

Così, l’unica strada per il successore di  Napolitano, è quella di concedere ai due avversari rappresentanti politici,  ulteriore tempo magari anche fino a fine legislatura e diventando di fatto l’Italia una Repubblica Presidenziale,   alla falsa ricerca di un candidato premier che possa essere gradito al “popolo grillino del web” e  poi al Presidente e alla sua parte politica ma  l’importante non tornare a votare (nel frattempo –  non si sa mai – il Berlusca, come auguratogli con molta democrazia, signorilità e professionalità dal padre di un personaggio M5S, per altre motivazioni debba rinunciare a un seggio…)

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