Politica

DISARMO GLOBALE, TRAGUARDO POSSIBILE

I conflitti armati vengono scatenati quasi sempre dalla necessità di possedere le fonti di energia.

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(siti nucleari in Europa)

Le tensioni internazionali sono provocate soprattutto dal fatto che il petrolio é appannaggio di pochi Paesi.

Fin quando il prezzo del greggio si mantiene al di sotto di un livello accessibile per gli acquirenti, il problema non sussiste. Ma se, per cause imprevedibili, comincia a lievitare oltre il limite sostenibile, sorgono attriti diplomatici che rischiano di sfociare in conflitti armati.

I fatti di questi ultimi anni lo hanno dimostrato.

Oggi, purtroppo, il petrolio é una fonte di energia posseduta da pochi Paesi ed é causa di allarmante inquinamento atmosferico da anidride carbonica.

Auguriamoci che i giacimenti si esauriscano presto, per evitare l’avvelenamento dell’umanità.

Bisognerà allora ricorrere a fonti alternative di energia.

Quali?

Essenzialmente tre: il fotovoltaico, l’eolico e il nucleare (pacifico e sicuro).

Si tratta di fonti energetiche di cui ogni Paese potrà disporre liberamente.

In tale auspicabile ipotesi il disarmo globale sarebbe un traguardo possibile perché verrebbe eliminato il “pomo della discordia”.

La Comunità internazionale dovrebbe diventare una Federazione planetaria dotata di un Parlamento mondiale e di un Governo mondiale.

Solo l’indipendenza energetica di ciascun Paese potrà garantire la pace nel mondo. Oggi gli italiani pagano l’elettricità più cara d’Europa perché la comprano dalla Francia (che dispone di 58 centrali nucleari e che, per ragioni imprevedibili, potrebbe tagliare i rifornimenti).

Perché l’Italia dovrebbe continuare a dipendere energeticamente dalla Francia?

Va ricordato che l’italiano Enrico Fermi ha inventato la “pila nucleare” per risolvere i problemi energetici, non certo per fabbricare bombe.

La pace mondiale è un traguardo possibile.

Su 17 Paesi, alcuni hanno già abolito le Forze Armate, altri hanno ridotto il budget della Difesa al di sotto dell’1% del PIL. Siamo sulla strada giusta. Bisogna smantellare al più presto tutti gli arsenali atomici dislocati nel mondo.

Per questo nobile fine la Comunità internazionale farebbe bene ad accogliere e realizzare le proposte che da 36 anni vengono avanzate dal Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace (Nuova Società delle Nazioni), presieduto da Mons. Sen. Viktor Busà.

E’ questa la via da percorrere anche per neutralizzare il fanatismo criminale dei terroristi.

C.G. Sallustio Salvemini
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