Politica

Crisi di Governo ed elezioni anticipate

Ma sempre in tempo per garantire i loro benefici

Lussemburgo,25 luglio 2022 – L’inattesa caduta del Governo di unità nazionale ha nei giorni scorsi determinato lo scioglimento delle Camere e l’indizione di nuove elezioni anticipate.

Si voterà quindi a fine settembre, tra appena due mesi.

Ricordiamo brevemente la cronologia dei fatti che hanno indotto il Presidente del Consiglio Mario Draghi a dimettersi ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a decretare lo scioglimento delle Camere.

Riportiamo succintamente a tale riguardo soltanto i fatti succedutisi, iniziando dalla mancata fiducia al Governo, sul decreto legge Aiuti, da parte del Movimento 5 Stelle.

Come conseguenza, pronte sono state le dimissioni di Draghi (nonostante la fiducia parlamentare incassata) al venir meno dell’integrità della maggioranza di Governo.

Respinte le dimissioni dal Presidente Mattarella, Draghi si è successivamente presentato al Senato per richiederne la fiducia.

A questo punto, tre dei partiti che sostenevano il Governo (Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega) non hanno però concesso la fiducia richiestagli, determinando le dimissioni definitive del Presidente del Consiglio, stavolta accettate dal Presidente Mattarella.

Circa l’opportunità di far cadere quel Governo, che tali partiti avevano peraltro contribuito a costituire (insieme ad altri) in uno spirito di unità nazionale ed in un contesto dì emergenze nazionali, ci limitiamo ad elencarne alcune che richiedevano e richiedono purtroppo tutt’ora una pronta soluzione.

– Gestione dei fondi europei erogati nel quadro del Recovery Plan;
– attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
– guerra in Ucraina;
– crisi sanitaria,energetica ed alimentare;
– politica anti-recessione;
– inflazione e politica anti-inflazionistica;
– tutela del potere d’acquisto dei salari;
– spread in continua ascesa,ormai superiore perfino a quello della Grecia;
– costo del debito pubblico in continuo aumento;
– rinegoziazione con l’Europa dei parametri del Patto di Stabilità, eccetera.

Giunto a questo punto, però, il Governo dimissionario potrà soltanto, e purtroppo, intervenire nell’ambito della gestione degli affari correnti.

A far fronte a tutte le urgenze suindicate sarà ormai chiamato il Governo che uscirà dalle nuove elezioni … quando ci sarà!

Sarebbe il caso di aggiungere che i partiti, nel corso di tutta questa legislatura, non sono riusciti a votare una nuova legge elettorale, ritenuta da essi stessi indispensabile al fine di garantire la governabilità del Paese.

Per concludere, gli Italiani saranno quindi prossimamente chiamati alle urne in un momento particolarmente critico per l’Italia, in cui sarebbe stata oltremodo necessaria una coesione d’intenti da parte dei partiti che sostenevano il Governo.

Ciò non è purtroppo avvenuto, in quanto alcuni di questi hanno anteposto gli interessi individuali ed elettorali a quelli della collettività!

DEL DIRETTORE
Il Parlamento non ha trovato, nonostante la quasi completa legislatura, la volontà di risolvere i problemi dell’Italia, ma asserviti ad altri governi, portandola in guerra non dichiarata, non impegnandosi a risolvere i problemi di cui sopra già pre-esistenti, non modificando la legge elettorale ma calcolando, al millesimo, i termini della crisi per garantirsi i loro benefici economici.

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