Contagio Coronavirus: Aggiornamento del 05.04.2020

Coronavirus dai dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile, aumentano i contagi ed i guariti, calano i ricoverati in terapia intensiva ed i decessi, 156 meno di ieri

Contagio CoronavirusQuesti i dati ufficiali forniti alle ore 18:00 del 05.04.2020 con il bollettino ufficiale comunicato dal Dipartimento di Protezione Civile sulla situazione della diffusione e del contagio coronavirus in Italia.

Contagio Coronavirus Covid-19: i dati delle ultime 24 ore.
Il totale delle persone risultate colpite dal contagio da Coronavirus, è di 128.948, +4.316 (ieri erano 124.632 ,+ 4.805) (Attualmente: contagiati 91.246; guariti 21.815; deceduti 15.887, dati questi ultimi da confermare quando l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso)

I contagiati dal coronavirus in cura sono 91.246, +2.972 (ieri, in totale erano 88.274, + 2886)

Le persone guarite dal contagio coronavirus, in totale sono 21.815, +819 (ieri erano 20.996,+1.238)

I morti per il contagio coronavirus sono in totale 15.887, +525, (ieri erano 15.362,+ 681)

Coronavirus – I commenti
Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, ha confermato che, seppure da ieri c’è stato un incremento dei contagiati dal Coronavirus di 2.972 (da 88.274 a 91.246, più 86 di ieri), sono aumentate le guarigioni e “Con il dato di oggi sui deceduti, che sono 525, registriamo il numero più basso di deceduti dal 19 marzo ad oggi”.

Il premier Giuseppe Conte intervistato sull’emittente americana Nbc, fra l’altro, ha dichiarato “In questo momento non posso dire quando il lockdown avrà fine. Noi stiamo seguendo le indicazioni del comitato scientifico ma l’Italia è stata la prima nazione ad affrontare l’emergenza Coronavirus. La nostra risposta forse non è stata perfetta ma noi abbiamo agito al meglio sulla base della nostra conoscenza. La validità delle nostre misure è stata riconosciuta dall’Oms e i risultati indicano che noi siamo sulla strada giusta”. “Noi stiamo soffrendo molto, è un dolore devastante e in questo momento di difficoltà io dico chiaramente che gli Usa e il presidente Trump hanno dimostrato una volta di più di essere nostri stretti alleati e amici” fornendo all’Italia “il loro supporto”. Poi “Il più importante messaggio da dare ai nostri cittadini è state a casa il più possibile. E se c’è la necessità di uscire, per lavoro o per fare la spesa, rispettate le regole di sicurezza. Stiamo chiedendo alla nostra gente un grande sacrificio, ne sono consapevole, ma questa è l’unica strada. Più rispetteremo le regole, al più presto usciremo dall’emergenza”. “Sin dall’inizio della pandemia l’Italia ha messo la salute pubblica in cima alle priorità – ha ribadito Conte -. Le nostre scelte politiche si sono basate su evidenze scientifiche. E’ fondamentale attuare tali decisioni nella piena trasparenza, la nostra democrazia è costruita sul contratto che abbiamo con i cittadini e noi dobbiamo a loro verità e trasparenza allo stesso modo in cui dobbiamo provvedere alla loro sicurezza. E’ questo il modello” (anche se questa “trasparenza” non è stata tanto chiara, visto che lo stato di allarme era stato decretato il 31 gennaio 2020, mentre alla popolazione “asserivano trattarsi isterismo per una semplice e banale ‘influenza’.” 

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in relazione all’emergenza Coronavirus – Covid-19, in due interviste con Repubblica e Corriere della Sera, ha detto che “Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita, il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus, almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura” illustrando un “Piano Sanitario” in cinque punti: mascherine e “scrupoloso distanziamento sociale nei luoghi di vita e di lavoro”, “rafforzamento delle reti sanitarie locali”, Covid Hospital, uno studio a campione per capire quanti sono i contagiati in Italia e un’app, modello Corea, sia per mappare gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio, sia per la telemedicina, e cioè per avviare una “cura domiciliare” attraverso test clinici e contatti diretti con i medici. In merito alle reti sanitarie locali, “se hai delle squadre di intervento veloci, riesci a tenere il malato a casa”. “Quanto agli ospedali anti-Covid, vanno mantenuti e aumentati, perché non si può escludere un’ondata di ritorno dell’epidemia fino a quando non ci sarà il vaccino, perché l’ospedale misto è ingestibile in questo quadro, troppo rischioso per gli altri degenti e per tutto il personale, e perché non si può nemmeno correre il rischio di penalizzare tutti gli altri pazienti e tutte le altre cure. Non è che il malato di tumore non c’è più”.

Exit mobile version