Politica

COMPATIBILE IL PROFILO D’IMPIEGO DEI MILITARI CON L’EMERGENZA RIFIUTI A NAPOLI?

Domenica 8 maggio, nel quadro delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si è svolta a Torino, culla del nostro comune Risorgimento, la splendida adunata dell’Associazione Nazionale Alpini, che ha visto sfilare per ben undici ore oltre 350 mila Penne Nere, che davvero costituiscono l’aristocrazia della migliore Italia!
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Aristocrazia, nel suo significato più nobile,senza decadere in vana retorica, vale a dire religione del dovere e del lavoro;cioè gente forte proveniente da territori di montagna della Sicilia, della
Calabria, dell’Abruzzo, della Toscana, come di tutto l’arco alpino, che, una volta dismessa la gloriosa e benemerita divisa, dà ogni giorno prova, nella società civile, di tenace attaccamento alla Patria e di fedeltà alle Istituzioni, con meraviglioso corale organizzato spirito di solidarietà nei confronti di chi ha bisogno, come dimostrato nelle grandi calamità nazionali. Ebbene, mentre in TV i nostri occhi erano immersi nello sfilamento austero ma anche festoso di quei grandi Italiani, mentre nelle orecchie risuonavano le marce delle tante e tante bande che accompagnavano la manifestazione, a Napoli giungevano i Soldati per l’ennesima operazione “STRADE PULITE”.
Con tutto il doveroso rispetto che meritano, va detto che quei magnifici Soldati dovranno confrontarsi con le 790 tonnellate di “monnezza” accumulate nelle periferie, con le 30 di via Chiaia, bella icona di “Napoli nobilissima”, altre 300 a Pianura e Soccavo, unitamente alle 400 nel vastissimo quartiere di Poggioreale.
Ma l’intervento dei Soldati non si poteva evitare? Certo che sì, anche se la politica ambientale, a Napoli, risulta da lunghi anni fallimentare, sia per il fatto che la raccolta differenziata è ancora al 20%, sia perché gli impianti destinati a produrre combustibile dai rifiuti sembra siano in tilt, sia infine in quanto il termovalorizzatore di Acerra funziona con due linee su tre, riuscendo a bruciare appena 1200 tonnellate di rifiuti al giorno. Inoltre, l’impianto Stir di Caivano, gestito dalla società lombarda “A2A”, con una potenzialità di mille tonnellate al giorno, ridotta a 350, da un mese è bloccato.
Ma per quanto concerne i Soldati, che per motivazioni di ordine storico, pratico, etico e sociale, non escluso quello del loro più che specifico profilo d’impiego ne avrebbero dovuto sconsigliare questa tipologia di intervento, va detto che hanno mezzi certamente meno idonei di quelli a disposizione della “Asia”, l’azienda comunale dei rifiuti. Un “bilico” in dotazione all’Esercito, infatti, trasporta 30 quintali, molto meno di un compattatore “civile”, capace di12 tonnellate. In realtà, i mezzi e gli operatori a Napoli non mancano! L’”Asia” ha in forza oltre 2300 dipendenti, cui si possono aggiungere 400 delle società appaltatrici, 120 autocompattatori, oltre a 45 delle ditte esterne. Il problema vero è che probabilmente non si sa con chiarezza dove stivare i rifiuti. Quei rifiuti, che si aggiungono ai 6 milioni di vecchie ecoballe che nessuno sa come smaltire ( per farlo,sembra ci vorranno molti anni con più bruciatori in funzione giorno e notte).
Questo è il miracolo che si richiede ai “nostri” magnifici ragazzi in divisa? Vedremo! A loro, comunque, come sempre va il nostro ammirato e riconoscente pensiero.
 
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