Rischio estinzione per i “cespugli” in Parlamento

Se i partiti maggiori applicassero la coerenza tra il dire ed il fare e, soprattutto valutassero attentamente le vere necessità del Paese, i cosiddetti “cespugli”, che germogliano ed ombreggiano nelle lussuose e costose aule parlamentari, sparirebbero con sommo gaudio per gran parte degli Italiani.
Non abbiamo mai avuto, né manifestato. stimoli di antipatia o simpatia per l’ex  Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ritenendolo fin dal suo primo giorno di governo. “il meno peggio” sul mercato dei politici contemporanei, ma i fatti e le circostanze di questi ultimi mesi non depongono certo a suo favore.
Evidentemente la pesante sconfitta nel referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, ha prodotto seri effetti collaterali come le dimissioni nei suoi prestigiosi incarichi che ricopriva e una traumatica scissione all’interno del suo stesso partito.
Come tutti sanno, tra qualche mese dobbiamo recarci alle urne, ma purtroppo, non abbiamo ancora una decente legge elettorale l’ultima delle quali è stata bocciata dalla Corte Costituzionale.
Tra le tante proposte esaminate e concordate, anche sottobanco, è stata trovata  una sostanziale intesa sul modello proporzionale “alla tedesca” con sbarramento al 5 % .
Ebbene, come un qualsivoglia comune mortale avrebbe potuto e dovuto prevedere, è scoppiata l’ira funesta dei capi dei cespugli, consapevoli di non entrare più in Parlamento, almeno secondo le previsioni di tutti i sondaggisti.
La reazione più feroce è venuta dall’on. Alfano, segretario di Alternativa Popolare, già ministro della Giustizia, degli Interni ed attuale capo della Farnesina, il quale ha esternato tutto il suo personale livore nei confronti dello stesso Renzi accusandolo, tra l’altro, persino di tramare contro il Governo Gentiloni per insediarsi nuovamente e subito a Palazzo Chigi.
L’aspetto più emblematico e sconcertante è che questi capi e capetti generalmente mestieranti della politica, considerano gli elettori italiani che  hanno spalancato loro le porte del Parlamento, come dei sudditi smemorati e dall’obbedienza bovina.
Ma questo voltacasacca e trasformista di Alfano non è stato per caso eletto nello schieramento del PDL che faceva capo a Silvio Berlusconi ? E pensa davvero che coloro che lo hanno votato allora continuano a sostenerlo  ancora per fargli superare l’asticella del 5%  ?
Stesse considerazioni valgono anche per Verdini e soci.
Allo stato attuale delle cose non si possono trarre delle conclusioni di nessun tipo sia perché la proposta della nuova legge è tuttora in discussione in  Commissione  e poi non è detto che la Camera approvi o modifichi la legge stessa.
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