Politica

Caccia grossa agli astensionisti

Costituiscono il primo partito italiano

Roma, 23 maggio – In queste ultime ore di campagna elettorale per l’elezione del parlamento europeo ed in alcune Regioni anche amministrative,  l’interesse primario dei vari leader è concentrato sui potenziali astensionisti, ritenendo che il ripensamento di costoro, rappresenti, per ciascuno dei protagonisti, la conquista del “vello d’oro” a coronamento della vittoria finale.

Tra i cacciatori più attivi e spregiudicati che si contendono la prestigiosa preda, figurano il “Putto fiorentino”, il “magnate” di Arcore e “l’ex comico genovese”, impegnati in una lotta sfrenata senza quartiere,  che spesso travalica i confini della deontologia dialettica e politica.

Mobilitati, per l’occasione, i potenti mezzi mediatici ed, in particolare, le televisioni pubbliche e private che sembra davvero non riescano ad occuparsi d’altro. Quando manca il tempo materiale per la partecipazione “in diretta”, si ricorre alle interviste registrate oppure alle videoconferenze che, obiettivamente, producono gli stessi effetti.

Com’è noto, nelle ultime settimane  prima del voto, è proibita la diffusione dei sondaggi che, però, vengono puntualmente effettuati. È chiaro che le segreterie dei partiti li conoscono e se ne servono a loro discrezione.

Infatti, non credo proprio sia un caso che il Presidente del Consiglio abbia improvvisamente cambiato strategia, precisando che qualora il PD venisse scavalcato dal M5S  (e allo stato dei fatti non viene del tutto escluso come, invece, si riteneva, nelle ultime settimane, un’ipotesi fantasiosa), il governo resterebbe al suo posto per l’attuazione del programma preannunciato.

Ma l’enigma più inquietante, per tutti, è rappresentato dal presunto straripamento dell’astensionismo che, iniziato negli anni 70 con la famosa “questione morale”, rischia oggi di attestarsi attorno al 48%. Pensate come sono lontani i tempi in cui la percentuale dei votanti , raggiungeva il 92 %.  (anno di grazia 1948).

Le cause vanno ricercate nella incancrenita sfiducia dei cittadini nella politica per effetto delle vergognose ruberie e sperperi del denaro pubblico collezionati da governi ed amministrazioni di destra, di centro e di sinistra.

Ma poiché le posizioni ideologiche restano sostanzialmente stabili nei vari schieramenti in campo, è opinione ricorrente che il risultato delle elezioni resta strettamente legato alle capacità di conquistare consensi soltanto tra gli astensionisti e gli indecisi che ancora sono tanti.

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