Politica

Due ergastoli per la strage di piazza della Loggia del 1974

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Roma, 23 luglio – Su “Il Messaggero.it” di oggi leggiamo : “Otto ore di camera di consiglio per quarantuno anni di attesa, ma alla fine la sentenza, e le lacrime di chi in questi anni non si era mai rassegnato: due ergastoli per la strage di Brescia, 28 maggio 1974, praticamente due generazioni fa, carcere a vita per l’ex ispettore veneto di Ordine nuovo Carlo Maria Maggi e per «Tritone», l’ex fonte dei servizi segreti di allora, al secolo Maurizio Tramonte. Lo ha deciso la seconda Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Milano, la sentenza è stata letta poco dopo le nove di ieri sera.
Un verdetto che accoglie in pieno le richieste del Procuratore Generale Maria Grazia Omboni e che soprattutto ripaga gli sforzi, le amarezze, le delusioni sopportati in tutti questi anni dai familiari delle vittime. E che in qualche modo invita un Paese intero a riscrivere un pezzo della sua più drammatica storia. Lo ha detto con parole chiare, alla lettura della sentenza, Manlio Milani, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, parlando di un verdetto “decisivo per il Paese”, due ergastoli che invitano “a una profonda riflessione su quegli anni, dal ’69 al ’74”.
Già, quegli anni e quel giorno, in piazza della Loggia, alle 10.12 in punto, come avrebbero certificato gli orologi di tutta la città, durante una manifestazione antifascista voluta dai sindacati. Furono otto i morti e cento i feriti per lo scoppio di quella bomba. Ci sono volute tre inchieste giudiziarie per venirne a capo, per inchiodare Maggi e Tramonte, nonostante il mirino fosse puntato fin dall’inizio sugli ordinovisti veneti, nonostante tutto fosse già abbastanza chiaro a chi aveva indagato su Piazza Fontana, sulla strage a Milano di cinque anni prima.

Sull’argomento ci siamo intrattenuti su questa testata il 17 aprile 2012 con l’articolo: “Strage di Brescia:  verità processuale e verità storica con riflessioni sul segreto di Stato“.

Allora argomentammo che per quanto riguardava la recentissima sentenza onniassolutoria sulla Strage, in virtù del lavoro di Magistrati coraggiosi, delle Polizie che hanno condotto con specchiata onestà le indagini, delle parti civili, di tanta società attenta e vigile, sarebbe stato possibile raccogliere un corpus monumentale di testimonianze, prove, documenti e altro che avrebbe consentito di pervenire all’unica verità possibile e finalmente definitiva, come avvenuto ieri sera. Rendemmo allora, come rinnoviamo oggi, un doveroso commosso pensiero ai Caduti innocenti per stragi e fatti di terrorismo e mafie di ogni luogo e tempo, con l’auspicio di un’Italia migliore e trasparente,certamente meno disposta a tollerare le mezze verità,le bugie e gli arzigogoli di trame di tramisti cialtroni e infedeli, collegati o addirittura pilotati da politici privi di senso dello Stato e quindi pericolosi per la tenuta dell’ordinamento democratico della Repubblica.

Concludendo, diciamo che mai ci sentiremo, noi liberi Cittadini e liberi Pensatori, vinti e sconfitti; giammai! Perché pronti a contribuire, con la forza delle idee e gli ideali di libertà, democrazia e giustizia che ispirarono il Magistero del grande pensatore Gaetano Salvemini, alla costruzione di uno Stato etico in un’Italia migliore!

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