Politica

Assassinio del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega

Roma, 27 luglio 2019 – Leggiamo su LA REPUBBLICA..””Si chiarisce la dinamica del delitto: la borsa rubata a un pusher colpevole di aver loro venduto aspirina al posto di cocaina. Lo spacciatore che denuncia lo scippo e i militari in borghese che si presentano all’appuntamento per la restituzione scatenando la violenza cieca.. Sono arrivati in caserma intorno a mezzogiorno e mezzo. Prelevati dalla stanza del loro albergo a quattro stelle da più di 200 euro a notte a pochi passi dalla Corte di Cassazione, nel pieno centro di Roma. Due ventenni americani, in vacanza in Italia. I Carabinieri sapevano che i due erano coinvolti in qualche modo nella morte del loro collega, il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ma non sapevano ancora come.
Pensavano che i due ragazzi fossero finiti in un brutto giro di droga e che, in qualche modo, avessero trascinato in un pasticcio i militari. Li credevano vittime di questa brutta storia. Invece ieri sera, intorno alle dieci, uno dei due ha confessato: è stato lui ad accoltellare a morte il militare. Volevano cocaina, si sono ritrovati con un po’ di aspirina tritata. Hanno deciso di vendicarsi rubando la borsa allo spacciatore. Poi hanno perso la testa. E, alla fine, hanno ucciso un Carabiniere.
Per tutto il giorno si sono susseguite piste, teorie, versioni diverse e poco chiare. Anche dall’Arma arrivavano ricostruzioni ufficiali che lasciavano troppi dubbi e pochissime certezze. Solo a sera ormai inoltrata, quando uno dei due americani, quello con i capelli tinti di biondo, ha confessato di essere l’autore dell’omicidio, si è chiarito cosa fosse successo…Ritrovato nell’albergo anche il coltello.. Trastevere, giovedì sera. I due stranieri, nella Capitale per turismo (non si sa se soli o in gruppo) comprano della droga. Poco dopo si rendono conto che non è cocaina, ma aspirina tritata. Tornano indietro per cercare il pusher e iniziano a discutere. Sono furiosi, pretendono la “roba” che hanno pagato. Lo spacciatore fa il vago, non cede. E loro, per vendicarsi, gli rubano il borsello. Dentro ci sono soldi, probabilmente altre sostanze da vendere, sicuramente il telefonino. Il pusher chiama il suo cellulare e i due rispondono: “So chi siete, se non mi restituite le mie cose vi vengo a cercare e vi ammazzo”. I turisti insistono: vogliono la cocaina. E si accordano per uno scambio, sotto al loro albergo, a pochi metri da piazza Cavour. Droga buona in cambio della borsa. Il pusher a quel punto contatta i Carabinieri. Chiama il 112 ma omette la parte della droga, si presenta come un uomo derubato, racconta dell’accordo. Dice che i rapinatori vogliono 100 euro in cambio dei suoi effetti personali. Tutto si svolge rapidamente. Non si sa chi decide, se i militari o un superiore……. Sta di fatto che, invece del pusher, all’appuntamento vanno i due militari in borghese della Stazione di Piazza Farnese… Gli americani, nel frattempo, sapendo di avere a che fare con uno spacciatore, si sono procurati un coltello. Arriva l’ora dell’incontro, più o meno le tre di notte. I Carabinieri si qualificano subito e chiedono i documenti ai due ragazzi.
Tanto basta (forse insieme ad alcol e droga) a far perdere loro la testa. Si avventano sui militari.. Uno tira fuori il coltello e, velocissimo, infilza Mario Cerciello Rega. Otto volte. Con violenza. Il Vicebrigadiere inizia a urlare e cade a terra in una pozza di sangue. La sua agonia dura pochi minuti.
Dopo l’omicidio, gli assassini erano riusciti a fuggire: l’altro Carabiniere, anche lui aggredito, li ha lasciati andare quando si è accorto di quello che era accaduto al collega. “Quando ho sentito Mario urlare, ho lasciato quell’uomo e ho provato a salvarlo”, ha detto Andrea Varriale. Ha dato l’allarme, per soccorrere il collega ferito: “Perdeva moltissimo sangue”. Resta da chiarire per quale motivo i due militari siano andati soli, senza il sostegno di altri colleghi…””

Sin qui il giornale La Repubblica….

Proprio questo il punto che, dopo aver reso idealmente omaggio al giovane coraggioso umanamente splendido Sottufficiale caduto nell’adempimento del Dovere, amareggia noi vecchi Comandanti Combattenti, “veri stradaioli, non burosauri”, in difesa dello Stato… Perché i due militari operanti non sono stati sostenuti da altri Carabinieri..?

Passando ad altro argomento sullo stesso tema…””Nella stessa giornata altro episodio a Torino..

Così l’ANSA.. Polizia aggredita mentre identificava un uomo.. analogo episodio a settembre nello stesso quartiere.. Una volante della Polizia è stata accerchiata, ieri pomeriggio a Torino, da decine di persone, per lo più nord africani, che volevano impedire l’identificazione di un nigeriano di 28 anni. Soltanto l’arrivo di una seconda volante ha permesso agli Agenti di riportare la calma dopo il parapiglia. Il nigeriano è stato arrestato, mentre alcuni poliziotti, contusi, sono stati medicati al pronto soccorso. E’ accaduto nel quartiere Barriera Milano dove già lo scorso 13 settembre si era verificato un episodio analogo..””

È questo il consuntivo recentissimo, oltremodo oneroso, con cui le Forze dell’Ordine hanno fatto i conti alla fine di una loro giornata di lavoro. Ovviamente, quanto accaduto a Roma, ha il risvolto della tragedia..

È indubbio che Carabinieri e Polizia siano il braccio forte di una sicurezza che viene a parole esaltata ma certamente scarsamente garantita… Certamente non si può e deve generalizzare, in quanto la responsabilità penale degli autori dei gravi fatti è personale, per cui ne risponderanno di fronte alla Legge, ma la domanda che ognuno dovrebbe porsi è se è giusto che un uomo, un padre di famiglia, ovviamente in uniforme, uscendo di casa per iniziare il suo servizio a difesa della società, rischia di non tornarci più perché va incontro a pericoli difficilmente prevedibili. Ciò fa parte del gioco: qualcuno obietterà; che si è pagati per questo; diranno altri: gli sta bene; tra i più malevoli: perché non hanno reagito, sparando con le armi d’ordinanza… altri ancora…
Noi rispondiamo che non vogliamo sottrarci al nostro Dovere, ma che siamo parimenti coscienti che il nostro lavoro non è stato, per noi anziani, come non è uguale per quelli in servizio, a quello degli altri lavoratori. Quello che non possiamo accettare è che non si tengano nella giusta considerazione i sacrifici umani e professionali, a cui le Forze dell’Ordine sono esposte. Ma, soprattutto, se la vita di un Poliziotto o di un Carabiniere, di un Finanziere, di un  Agente della Polizia Penitenziaria,  di un Agente della Polizia Locale ormai impiegata a pieno titolo, con le forze di Polizia, per chi aggredisce in maniera brutale, vale così poco, lo stesso non può dirsi per quanti, parlo della laboriosa società civile, cioè la stragrande maggioranza degli Italiani, quei tutori della Legge ne assicurano con coraggio professionalità e generosità, tutela e difesa.

E questo perché dove c’è un Carabiniere, un Agente di Polizia, comunque una divisa, c’è lo Stato.

Quindi, il monito per tutti deve essere unicamente quello che chi commette un gesto di violenza contro le Forze dell’Ordine, abbia una pena raddoppiata e DA SCONTARE, solo perché colpisce lo Stato e quindi l’intera comunità! Nel senso la Politica si sta muovendo… Piaccia o no!!

Ora un’altra mia riflessione personale: vorrei dire qualcosa proprio riguardo al ruolo di quel modesto ma grande Soldato della Legge che è l’appartenente alle Forze di Sicurezza dello Stato, giornalmente esposto a situazioni stressanti, che possono a lungo comprometterne il benessere sia psicosociale che fisico. In questa sede faccio riferimento per i miei 25 lettori, al Carabiniere delle Stazioni… da me ben conosciute in passato nei 10 anni di Compagnie territoriali, negli 8 quale comandante di tre Comandi Provinciali, nei tre quale Comandante della Legione Veneto con 273 Stazioni… sempre con loro… e da Generale ispezionate una al giorno con successiva lettera di valutazione… in verità quasi sempre positiva…

Affermo quindi, con cognizione di causa, che gli eventi con i quali quotidianamente egli si confronta inerenti alle sue mansioni sono molteplici e delicate… dalla partecipazione ai servizi esterni di pattuglia, o al servizio in Caserma o Ufficio, per prendere le denunce e fornire consigli alla gente.. Deve, all’occorrenza, essere in grado di confrontarsi con la violenza della strada, le rapine, gli omicidi e le sparatorie; lui solo con il Collega di pattuglia.. il tutto con il peso di situazioni familiari a volte difficili, non esternate…
Certo è che gli appartenenti ai Comparti Sicurezza e Difesa dello Stato hanno sofferto del totale disinteresse della politica di qualsivoglia orientamento o colore…( in verità, lo ripeto, l’attuale Governo molto sta facendo, piaccia o no!).. come anche avvertono una sorta di distacco delle proprie rispettive gerarchie, che da tempo, anche nei gradi minori, si sarebbero irrigidite su criteri di fredda e inanimata valutazione burocratica dei problemi….
E allora? La verità vera è che il pianeta sicurezza italiano lascia realmente a desiderare per l’aspetto prevenzione, ossia la cosiddetta sicurezza pubblica svolta con il controllo del territorio. Certo, il Pianeta sicurezza va rivisitato subito, in modo ampio e definitivo, certamente non fondendo Corpi benemeriti ma razionalizzando e abolendo Comandi, uffici e strutture notoriamente inutili, con staff burocratici imponenti, anche scontentando gruppi di interessi forti di conservazione dei privilegi… che sono tanti.

Tra l’altro, nell’immediato, come già scritto, per recuperare personale, si potrebbero accorpare in Tenenze le Stazioni minimali, le decine di Centrali Operative distaccate in un’unica provinciale interforze, attribuendo però competenze territoriali inequivoche fra Carabinieri e Polizia. La prevenzione è compito primario delle Forze di polizia, da esercitare attraverso una presenza visibile, costante e massiva, supportata anche da un continuo ed attento esame sull’adeguatezza della dislocazione delle forze sul territorio, non certamente con il “Poliziotto-Carabiniere di quartiere” che si è rivelato di modesta valenza… È inconcepibile che le pattuglie siano di soli due elementi, di cui uno femminile.., quando in Austria ogni autoradio ospita ben quattro elementi… Quindi.. non costituisce problema politico… ma di riorganizzazione interna… istruendo contestualmente i giovani Ufficiali, e gli allievi Marescialli, magari organizzando riunioni con la partecipazione di vecchi Comandanti di strada… Nel senso, si lavori subito e bene!!

Concludo, con un ideale saluto alla visiera al giovane valoroso Carabiniere d’Italia.. caduto sul Fronte del Dovere !!

CARABINIERE Raffaele Vacca, Generale di Divisione nella Riserva

 

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