Politica

“SENZA SOLDI NON SI CANTANO MESSE… NÉ SI VINCONO ELEZIONI”

SENSAZIONALE. I POLITICI ITALIANI HANNO SCOPERTO CHE C’È UNA QUESTIONE MORALE… DOPO OLTRE UN SECOLO DI CORRUZIONE!

“SENZA SOLDI NON SI CANTANO MESSE… NÉ  SI VINCONO ELEZIONI”


Il Sud d’Italia è devastato dalla corruzione. Appalti truccati. Assessori arrestati. Parlamentari indagati. Il presidente dell’Autorità portuale di Napoli è stato accusato (21 novembre 2008) di concussione aggravata e continuata. Gli è stato, inoltre, vietato di dimorare nell’intera Regione Campania. Avrebbe chiesto alle società operanti nel porto finanziamenti fino a 25.000 euro, che sarebbero stati devoluti al suo ex partito di riferimento (D.S., nel cui ambito era stato eletto Senatore) per offrire cene elettorali.

In attesa che la Magistratura accerti le ipotesi di reato, desidero cogliere l’occasione per precisare

la mia opinione sull’attuale meccanismo elettorale citando fatti recentemente avvenuti.

Verso la fine di marzo 2008, mentre infuriava la campagna elettorale per la carica di Sindaco di Roma, alcuni amici mi invitavano a votare per Tizio, altri per Caio, credendo di conquistare il mio consenso promettendomi favori di vario genere, offrendomi cene e gadgets. Ovviamente, a tutti loro la mia risposta è stata: “No, grazie”. Ma volete sapere che cosa mi offrivano? Preservativi (per far votare Grillini), pennette per p.c. e sottobicchieri (per Rutelli), salvadanai (per Alemanno), magliette e cappellini (per Baccini), merce varia per altri candidati. La città era imbrattata da una marea di manifesti abusivi e da gigantografie con i faccioni dei candidati. Venivano offerte cene a migliaia di scrocconi. Spot televisivi a iosa da provocare la nausea.

Mi chiedevo: ma quanto costa tutta questa roba? E chi paga? Mentre mi ponevo questi interrogativi leggevo, sui quotidiani a distribuzione nazionale, i seguenti titoli: “L’assalto dei partiti. Tessere e Sanità: così fan tutti”… “Il business della salute pubblica è visto dai politici come un territorio dove distribuire favori per raccogliere consensi”. Un noto chirurgo dichiarava: “Nel nostro ambiente si procede soltanto grazie al partito. Fra Destra e Sinistra non ci sono differenze. Hanno la stessa voracità”. È o non è un colossale voto di scambio? I partiti (circa 60) hanno allungato le mani su tutto ciò che può produrre consensi elettorali.

Chi non si inchina alla Nomenklatura viene emarginato da ogni poltrona che conta. La “non appartenenza” ad un partito” è diventata colpa grave. I corrotti scacciano i galantuomini dai Palazzi. Solo i miliardari possono creare forze politiche allestendo gazebo nelle piazze e facendo comizi sui predellini di lussuose autovetture. Le pari opportunità tra cittadini sono un’illusione. Di fatto, è stata instaurata una pluto-crazia incoraggiata da una sfacciata caste-crazia. I non possidenti non hanno voce in capitolo. Ecco alcuni titoli apparsi recentemente sui quotidiani: “Papponi di Stato”, “Al mercato dei deputati”, “Trattative a Montecitorio: caro collega, presentami questo emendamento, pagando s’intende”, “Il capogruppo ordina e i peones votano ubbidienti”. I partiti sono ossessionati dalla corsa a raccogliere denaro con ogni mezzo, lecito e illecito, perché devono mantenere costosi apparati e fare propaganda. La principale fonte di corruzione, pertanto, è costituita dal sistema elettorale, perché alimenta il mercato dei voti e delle poltrone. Prima del voto, Achille Lauro regalava una scarpa ai suoi elettori. L’altra la consegnava dopo essere stato eletto. Squallido spettacolo. Oggi tutti promettono di arginare i costi della politica ma… in vista delle elezioni europee di giugno 2009 un deputato della maggioranza governativa ha proposto che ad ogni partito sia consentito di spendere fino ad un massimo di 100 milioni di euro, cioè venti volte di più rispetto al limite attuale. Molto probabilmente, questo incremento del tetto di spesa determinerà un incremento dei rimborsi elettorali (ex finanziamento statale ai partiti) che sono tra i più costosi al mondo. E il popolo (che dovrebbe essere sovrano) continuerà ad essere fiscalmente spremuto per sostenere i crescenti costi della politica. È storicamente accertato che i politici di mestiere, avidi e cialtroni, mandano in rovina gli Stati, anche i più potenti. Che cosa stiamo aspettando per reintrodurre (a costo zero per i candidati e senza brogli) il modello greco-antico imperniato sull’attribuzione delle cariche istituzionali mediante sorteggio? Qualcuno penserà che sto sognando; ma mi si lasci accarezzare questo sogno meraviglioso.

Oggi improbabile.
Domani chissà.

Cosmo G. Sallustio Salvemini

 

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